Coronavirus 34.505 nuovi casi e 445 morti: il virus lascia cicatrici sul cuore e sui muscoli anche nei casi non gravi

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, La7, Corriere della Sera

La curva epidemiologica è ancora in una fase critica. Il Covid può lasciare gravi strascichi nel lungo termine anche in quei pazienti che abbiano contratto la malattia in forma lieve. 

Coronavirus_Capua_conseguenze 5.11.2020 Leggilo.org
Getty Images/ANNE-CHRISTINE POUJOULAT

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi totali – attualmente positivi, morti e guariti – salgono di 34.505 unità e portano il totale a 824.879. Nelle ultime ventiquattro ore 445 morti – il numero più alto registrato dal 2 maggio – che fanno salire il numero complessivo delle vittime a 40.192. Da ieri sono stati eseguiti 219.884 tamponi.

Gli attualmente positivi sono 472.348, +29.113 rispetto a ieri. I dimessi e i guariti salgono a 312.339 registrando un incremento di 4961 unità. I ricoverati sono 23.256, +1140 mentre nelle terapie intensive 2391 assistiti, +99 rispetto a ieri.

Covid: conseguenze allarmanti sul lungo termine

Il Covid può lasciare gravi conseguenze di lungo termine anche in chi ha contratto l’infezione virale in forma non particolarmente grave. La seconda ondata, infatti, è caratterizzata proprio da un gran numero di casi – superiori a quelli di marzo – ma per il 95% con sintomi lievi. Tuttavia questo tremendo virus non va mai sottovalutato, a ribadirlo è la virologa Ilaria Capua, intervenuta nel corso della trasmissione Di Martedì, in onda su La7. Secondo la dottoressa – che cita un recente studio effettuato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – il virus non provocherebbe sintomi nella maggioranza dei casi di positività.  La presenza di sintomi che possono diventare gravi è attestata – stando ai dati oggi disponibili – appena tra il 10 ed il 15%. Nonostante, quindi, soltanto il 5% dei positivi si trovi ad affrontare una situazione molto grave che può condurre i pazienti alla morte, secondo Capua ci sono altri elementi, certamente meno gravi ma non per questo da sottovalutare, di cui si deve tener conto quando si ragiona sulle conseguenze di una positività al Coronavirus.

Lo studio dell’Oms cui fa riferimento la professoressa, infatti, evidenzia come anche chi si trovi ad aver contratto il coronavirus in una forma blanda sia esposto al rischio di avere degli strascichi, ovvero delle conseguenze prodotte dalla malattia che possono evidenziarsi nel lungo periodo. “Anche persone che non sviluppano la forma clinica o che contraggono il virus in forma lieve possono avere strascichi. Il virus lascia come dei tatuaggi, delle cicatrici sul cuore e sui muscoli”. Pertanto, accanto agli effetti più immediati e fastidiosi come la perdita di gusto e olfatto, si possono riportare conseguenze anche a distanza di molto tempo. E anche qualora non si sia stati tra i casi colpiti in modo severo. Un dato che rende ancor più importante l’opera di prevenzione, indipendentemente dall’avanzamento della ricerca sia nel campo delle cure che in quello dei vaccini, che Capua non considera, in ogni caso, la panacea di tutti i mali.

Covid e campagna elettorale negli Stati Uniti

Ed è anche per questo – in virtù dei possibili strasichi sull’apparato cardiaco e sui muscoli – che la dottoressa Capua continua a condurre, oramai da mesi, la sua battaglia contro i “negazionisti” del virus. Essi rappresentano per la professoressa una “ramificazione inaccettabile di questa emergenza“. La virologa, che vive negli Stati Uniti, sottolinea come il tema della non-esistenza, o quanto meno della non-pericolosità del virus, sia entrato prepotentemente nella campagna elettorale statunitense, inducendo anche una parte degli elettori a mettere in atto comportamenti non rispettosi delle misure di sicurezza di base, come l’utilizzo delle mascherine e il distanziamento interpersonale. Questo, insiste Capua, nonostante “l’evidenza scientifica, le foto drammatiche e il tamtam social-mediatico“.

Lo stesso svolgimento dei comizi elettorali – prosegue la scienziata dell’Università della Florida – è stato caratterizzato sul fronte repubblicano anche da grandi assembramenti di persone  in molti casi sprovviste di mascherine  che Capua definisce “enormi esperimenti viventi“. Un elemento che desta grande preoccupazione nella professoressa italiana, convinta che nelle prossime settimane si potranno valutare direttamente gli effetti – a suo giudizio gravi – dei comportamenti negazionisti tenuti da migliaia di cittadini statunitensi.

 

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