Giacomo Magaraggia è morto senza nessun motivo apparente, a soli 34 anni

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Fonti ed evidenze: Resto del Carlino, Gazzettino

E’ morto improvvisamente e senza spiegazioni apparenti, Giacomo Magaraggia, trentaquattrenne di Rovigo. Unici sintomi: mal di stomaco e pressione bassa. Il medico di base lo aveva indirizzato al pronto soccorso, dove le sue condizioni sono rapidamente precipitate. 

giacomo magaraggia morto a rovigo a 34 anni
Giacomo Magaraggia – Foto: Facebook Giacomo Magaraggia

Una morte senza spiegazioni, un dramma che deve essere chiarito. E’ così che se n’è andato Giacomo Magaraggia, ad appena 34 anni, dopo un malore accusato venerdì pomeriggio. Intorno alle ore 19, Giacomo era infatti stato accompagnato al pronto soccorso  di Rovigo dal medico di famiglia: la pressione particolarmente bassa e il malessere che lo accompagnava dal giorno precedente avevano indotto il dottore che lo aveva visitato a procedere ad ulteriori accertamenti in ospedale.

A causa dell’emergenza Covid, come previsto dai protocolli di sicurezza, i familiari dell’uomo non hanno avuto alcun modo di accedere alla struttura ospedaliera, e sono così rimasti in contatto con Giacomo esclusivamente attraverso il telefono. Le notizie, però, sono state subito drammatiche: poco dopo l’arrivo, infatti, Giacomo è stato intubato perché in arresto cardiaco. Una situazione che è costantemente peggiorata, fino alle ore 22, quando dall’ospedale la mamma ha ricevuto la peggiore delle notizie: Giacomo non ce l’ha fatta.

Le cause del decesso rimangono ignote e per questa ragione l’azienda ospedaliera ha chiesto e ottenuto dai familiari di Giacomo il consenso ad effettuare un’autopsia, che dovrebbe essere effettuata nella giornata di oggi, affinché si possa fare luce sulla morte del ragazzo. Una volta conclusi gli accertamenti autoptici, il corpo di Giacomo potrà essere restituito alla famiglia, che attende di poter celebrare i funerali e di tumulare la salma presso il piccolo comune di Bagnolo di Po, dove si trova la tomba di famiglia.

Straziante il dolore in cui sono sprofondati il papà Roberto, la mamma Lucia e il fratello Alberto. Tutti loro, così come amici e conoscenti, descrivono Giacomo come un ragazzo dolce, solare, educato e sempre attento agli altri. Il posto di lavoro a Padova, come impiegato nei Sistemi Territoriali, la passione per il calcetto, che aveva praticato a livello provinciale. Una vita normale, quella di Giacomo: laureato in ragioneria, dopo aver diminuito la frequenza degli impegni con il calcetto aveva iniziato a frequentare una palestra, tenendosi sempre attivo dal punto di vista fisico. Un elemento che non fa che accrescere lo smarrimento per una dipartita tanto improvvisa.

Dall’ospedale fanno sapere che si tende ad escludere che la causa della scomparsa di Giacomo possa essere connessa al coronavirus, visto che mercoledì scorso il ragazzo era stato sottoposto ad un tampone rapido all’esterno dell’ospedale, approfittando del servizio messo a disposizione dalla Asl, ed era risultato negativo.

I primi segni di malessere, Giacomo li aveva accusati a partire da giovedì mattina, tanto che aveva deciso di rimanere a casa e non recarsi a lavoro. Non aveva appetito, ma neanche febbre. I sintomi non sembravano particolarmente allarmanti, si limitavano ad un fastidioso dolore alla bocca dello stomaco. Dopo 24 ore, però, vedendo che la situazione peggiorava. Giacomo, febbricitante, aveva chiesto al proprio medico di essere visitato e, non riuscendo a tracciare un quadro chiaro, il dottore lo aveva immediatamente indirizzato al pronto soccorso cittadino.

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