Una targa in ricordo di Stefano Cucchi, nel luogo dove fu arrestato per spaccio

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Roma Today

La sorella di Stefano Cucchi, deceduto in seguito alle percosse subite dopo essere stato fermato dai Carabinieri, accoglie positivamente l’inaugurazione di una targa a ricordo del giovane.

Cucchi 2 novembre 2020

Una targa con il nome di Stefano Cucchi inciso sopra situata lì, in quel punto di Parco degli Acquedotti dove il giovane venne arrestato da alcuni Carabinieri. Il ragazzo essere fu colto in flagrante a cedere una bustina di hashish per 20 euro. Venne perquisito sul posto e addosso gli furono trovate altre dosi di stupefacenti, 90 euro in contanti e dei farmaci antiepilettici.

Quegli stessi militari successivamente lo sottoposero a un violento pestaggio, causando la morte del ragazzo che solo recentemente è stato riconosciuto come una vittima di un abuso di potere – il processo è tuttora in corso – anche grazie alla lotta portata avanti dalla sorella Ilaria. Nel frattempo, l’Associazione Onlus Stefano Cucchi annuncia l’apposizione della targa commemorativa dedicata al 31enne.

“E’ un momento molto toccante per me, 11 anni fa iniziava un incubo. Sembrava la fine di tutto ma è stato l’inizio di un’importante battaglia sociale”, afferma Ilaria Cucchi, commentando l’affissione della targa. Era infatti il 15 ottobre del 2009 quando il ragazzo che aveva studiato per fare il geometra venne fermato. Il ragazzo non lasciò vivo la struttura di detenzione.

Non mancano comunque le polemiche verso il Campidoglio, avanzate dal Capo Gruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà Gianluca Peciola che ha commentato: “Abbiamo affisso la targa ma, nonostante gli atti siano stati depositati 5 anni fa, nessuna piazza o via è stata dedicata alla memoria di Stefano Cucchi. Intanto, questo memoriale rimarrà nel parco per ricordare che nulla di simile dovrà mai più accadere in futuro”, le sue parole. Non si tratta comunque della prima opera dedicata alla memoria del caso: anche a Via Lepanto e Piazzale Aldo Moro infatti si trovano delle targhe commemorative oltre ad alcuni alberi piantati come memoriale presso la zona della Montagnola.

Il processo per il caso Cucchi che vede indagati i Carabinieri responsabili del pestaggio, va avanti. Il 28 ottobre i giudici hanno ascoltato il Maggiore Pantaleone Grimaldi dell’Arma che ha testimoniato, rivelando nuovi dettagli: “Sul registro degli arresti c’era una riga intera cancellata a bianchetto: era quella col nome di Cucchi”, spiega l’ufficiale. L’avvocato della famiglia Cucchi Fabio Anselmo ha confermato questa versione, raccontando ai cronisti di essere convinto di trovarsi davanti all’ennesimo tentativo di sviare i sospetti: “Non è la prima volta che questo caso viene caratterizzato da depistaggi e scarica barile tra colpevoli”.

 

 

 

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