“Anarchici, neofascisti e malavita organizzata guidano le proteste in Italia”, dice Molinari

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Agi

Il direttore de La Repubblica Maurizio Molinari analizza la composizione dei gruppi che hanno dato vita, negli ultimi giorni, a manifestazioni violente in tutta Italia.

Anche il direttore de La Repubblica Maurizio Molinari interviene nel dibattito, particolarmente caldo negli ultimi giorni, sulla composizione dei gruppi che hanno dato vita a manifestazioni sfociate in violenti scontri con le forze dell’ordine. Secondo il giornalista, intervenuto nella trasmissione televisiva Tagadà, “le genesi delle proteste più violente contro il governo sono fondamentalmente tre“, divise anche per aree geografiche. Se nel Nord del paese, in particolare a Milano e Torino, ad agire sarebbero, dal punto di vista di Molinari, prevalentemente “gruppi anarchici, antagonisti che hanno radici antiche nella violenza urbana del nostro paese“, la situazione cambia sensibilmente nel centro e nel Sud Italia, dove il ruolo di protagonisti negli scontri sarebbe svolto da “gruppi di estrema destra, altrettanto ben organizzati e aggressivi, che si richiamano ad un’ideologia sconfitta dalla storia“.

A questo, prosegue Molinari, si deve aggiungere un’altra componente tutt’altro che secondaria, quella rappresentata dalla criminalità organizzata, che avrebbe guidato le proteste scoppiate a Napoli. “Sono tre fronti diversi, non hanno una regia unica“, spiega il giornalista, confermando quanto sostenuto anche dal Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese nel corso di un intervento al Senato. “Il fatto che le matrici siano così distanti, anche geograficamente“, conclude Molinari, “rende più complesso il lavoro delle forze di sicurezza e rende più impellente la necessità della collaborazione da parte dei cittadini“.

In una fase come questa, secondo il direttore de La Repubblica, è inevitabile che le forze politiche possano avere interesse a legittimare o a screditare, di volta in volta, le varie proteste che agitano le piazze italiane. Ciò che però Molinari tiene a sottolineare è che “questi tre fronti sono tutti contro l’ordine pubblico” e, per questo, meritano secondo il giornalista un intervento fortemente repressivo oltre che la condanna, unanime, del mondo politico.

D’altra parte, dagli scontri avvenuti nella notte di venerdì scorso a Napoli, le proteste si sono estese a macchia d’olio su quasi tutto il territorio nazionale. Manifestazioni e cortei, non sempre sfociati in episodi di violenza, hanno riempito le piazze italiane da Nord a Sud, anche se le situazioni di massima tensione sono state registrate a Torino, Roma e Milano.

Per questo, come sottolineato dal Ministro Lamorgese, l’attenzione del Viminale rimane altissima: non è escluso, infatti, che episodi analoghi possano tornare a verificarsi nelle prossime ore. La linea del Ministero è quella di garantire il diritto di manifestare a chi scende in piazza pacificamente e nel rispetto delle limitazioni imposte dai Dpcm e dalle ordinanze regionali. Al contrario, il Viminale punta a intercettare tempestivamente tutti quei segnali che possano far pensare all’organizzazione di manifestazioni a rischio scontri.

 

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