Soffocò una donna incinta e prese un coltello per compiere il furto. Ora il boia l’attende

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Repubblica

A quasi settant’anni dall’ultima condanna a morte eseguita su una donna, Lisa Montgomery sarà giustiziata il prossimo 8 dicembre. 

E’ prevista per il prossimo 8 dicembre l’esecuzione di Lisa Montgomery, 52 anni, prima donna condannata a morte negli Stati Uniti dal 1953, quando Bonnie Heady fu uccisa nella camera a gas di un carcere del Missouri. La donna, che verrà uccisa con un’iniezione letale, è stata condannata per un crimine del 2004, quando si presentò a casa di Bobbie Stinnett con la scusa di voler adottare un cucciolo di cane e si macchiò di un crimine terribilmente efferato. “Una volta dentro l’abitazione Montgomery attaccò la signora che era incinta di otto mesì e la strangolò fino a farle perdere conoscenza” – si legge in un comunicato del dipartimento di Giustizia del Missouri. A quel punto, resa inerme la sua vittima, Montgomery proseguì nel suo folle progetto e “prese un coltello da cucina per tagliarle l’addome ma Stinnett reagì, le due donne lottarono e Montgomery ebbe la meglio, riuscì a prelevare il neonato e a scappare“.

Un caso che sconvolse il Paese per la sua drammaticità, e che costò alla donna, nel 2007, la condanna a morte. La difesa di Montgomery sostiene che la condanna a morte sia una sentenza sbagliata, visto che la donna è malata di mente e subì abusi sin da quando era bambina: “Lisa Montgomery si è dichiarata colpevole e non lascerà mai la prigione in cui è rinchiusa ma ucciderla è una profonda ingiustizia dato il suo passato” – ha spiegato Kelly Henry, il legale della donna. Eppure tutti gli appelli presentati in tribunale sono stati regolarmente respinti. Nel frattempo, l’amministrazione Trump ha, nel luglio scorso, ripreso le esecuzioni federali, che erano state sottoposte ad una moratoria de facto negli ultimi 17 anni. E così, oltre a Montgomery, il boia tornerà in azione anche il 10 dicembre per eseguire la sentenza di Brandon Bernard, condannato nel 1999 per aver ucciso due pastori in Texas.

Inevitabile registrare un’impennata nelle sentenze di condanna a morte successiva alla decisione del Presidente di far ricominciare le esecuzioni: prima di questa scelta, infatti, le autorità federali avevano condannato a morte appena 3 persone in 56 anni. La stessa cifra raggiunta adesso, nel giro di appena pochi mesi. Secondo diverse associazioni che contrastano l’uso della pena di morte, Trump starebbe cavalcando l’onda delle esecuzioni per presentarsi, nel pieno della campagna elettorale, come l’uomo capace di garantire al Paese il rispetto della legge. A partire dal 2019, il Dipartimento Carcerario degli Usa ha adottato l’utilizzo di una singola sostanza per le iniezioni mortali, in seguito ad una numerosa serie di ricorsi che erano stati presentati contro il mix di tre farmaci utilizzato fino a quel momento.

 

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