Ieri si sono superati i 10mila casi di Covid. Bisogna essere prudenti ma senza farsi fagocitatore dal terrore altrimenti l’economia crollerà.

Sì alla prudenza, no al terrore che ci induce a stare rinchiusi in casa. Questo, in sintesi, sembra essere il mesaggio che vuole lanciare agli italiani il giornalista Bruno Vespa. Recentemente il giornalista aveva ospite negli studi di Porta a Porta il professor Alberto Mantovani, immunologo di fama mondiale e direttore scientifico dell’Humanitas di Milano. Solo pochi giorni fa – riportava il Corriere della Sera – l’immunologo, intervistato da Agorà su Rai 3, specificava che in Lombardia, i pazienti ricoverati nelle terapie intensive, ora hanno un’età inferiore – in media – di dieci anni rispetto ai ricoverati di marzo. Tuttavia, nonostante i ricoverati siano più giovani, il tasso di mortalità continua a restare alto.

Invece negli studi di Porta a Porta si è soffermato su un altro aspetto: la paura. E ha raccontato:  “Sono stato con mia moglie al cinema e in pizzeria. Che tristezza vederli deserti”. Messaggio condiviso in pieno dal conduttore della trasmissione in onda su Rai 1 il quale ritiene che, per quanto certamente opportuno dare l’allarme, in quanto ieri l’Italia ha superato i 10mila casi di Coronavirus, l’allarmismo che sta prendendo piede è – a suo dire – eccessivo e rischia di piegare l’economia del nostro Paese. Vespa infatti scrive sul Quotidiano – “Gli allarmi sono giusti ma il delirio di allarmismo rischia di inginocchiare il Paese senza che ve siano i presupposti”. E’ senza dubbio fondamentale rispettare le regole tra cui – in primis – l’utilizzo della mascherina, il distanziamento sociale con le persone con le quali non si convive e la frequente igienizzazione delle mani. Fatto ciò, però, è importante anche continuare a uscire, frequentare i ristoranti e vivere il più normalmente possibile. Non solo per la tenuta psicologica della popolazione – si è riscontrato un aumento di depressioni e suicidi durante i mesi di lockdown – ma anche per la tenuta economica.

Vespa non ha accolto positivamente la decisione del governatore della Campania Vincenzo De Luca di stringere ulteriormente sui locali e, forse, anche d’ imporre il coprifuoco alle 24 per gli abitanti. Vespa ha osservato che, nell’intermezzo tra la prima ondata e questa, non è stato fatto molto. Infatti in molte Regioni – tra cui anche la Campania – mancano posti letto, medici e operatori sanitari. Senza contare le attese per fare i tamponi e i tempi lunghi per avere il risultato. In quello che il professor Mantovani ha chiamato “l’intervallo tra il primo e il secondo tempo dell’epidemia”, secondo Bruno vespa non è stato fatto molto. E ha commentato: “La chiusura dei locali a mezzanotte costa 300 milioni al mese. Se ora è indispensabile ciò è dovuto alla mancanza di controlli. Dove sono i geniali strateghi che in primavera inseguivano con i droni su spiagge deserte il bagnante abusivo e il solitario runner che correva sulla battigia?”.   Altro errore commesso dal governatore campano, secondo il giornalista, è stato quello di chiudere le scuole. Errore che , secondo Vespa, aumenterà il divario tra i figli delle famiglie benestanti e quelli delle famiglie più povere: “Chiudere le scuole è una lesione classista al diritto allo studio. Chi abita in una casa confortevole e dispone di un computer può fare agevolmente lezioni a distanza. Diversa la situazione di chi condivide 50 metri quadrati di casa con più persone o non ha un computer”.

 

Samanta Airoldi

Fonte: Quotidiano, Corriere della Sera

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