Il ragazzo di Maria Chiara: “Se non si fosse drogata con me l’avrebbe fatto con un altro”

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Huffington Post

Una dose di eroina, regalo di compleanno per i 18 anni della fidanzata Maria Chiara. Parla Francesco, il giovane di Terni, accusato di omicidio preterintenzionale.

Maria Francesco 14 ottobre 2020

Non aveva mai provato dell’eroina e in occasione del suo diciottesimo compleanno ha deciso di farne uso: il suo ragazzo l’ha assecondata ed ora la sua fidanzata è morta proprio per colpa di quella dose che lui stesso ammette di averle somministrato. La tragedia, tristemente salita alla ribalta della cronaca in questi giorni, ha colpito una coppia di giovani di Terni ma si è consumata a Roma, dove i due si sono recati per comprare la fatale dose che è costata la vita di Maria Chiara Previtali, appena maggiorene e che potrebbe costare una condanna per omicidio preterintenzionale al suo fidanzato Francesco. Il ragazzo sta ora collaborando con le forze dell’ordine per scoprire cosa è davvero successo alla giovane che sarebbe soltanto l’ultima di una lunga serie di vittime dell’eroina.

Francesco ha – nelle ultime ore – preparato la deposizione da presentare al Pm Camilla Coraggio che si occupa del caso, ricostruendo con maggiore precisione la cronologia degli eventi che aveva già raccontato in modo piuttosto sommario alle forze dell’ordine. Il giovane aveva dichiarato di non aver contattato subito il pronto soccorso in quanto convinto di poter rianimare la fidanzata, colpita da un malore ore dopo l’assunzione dell’eroina. Come ha ribadito agli inquirenti nelle ultime ore, Francesco non saprebbe dire se Maria Chiara era ancora viva quando si è svegliato alle 9 di mattina per fare il caffè e l’ha trovata priva di sensi: “Io non ho mai visto un cadavere in vita mia: non saprei dire se era morta o solo svenuta, so solo che ho provato a rianimarla in ogni modo. Avrei dovuto chiamare i soccorsi molto prima, questo non mi da pace”, le sue affermazioni.

Inoltre, nuovi dettagli emergono dal racconto di Francesco che afferma che alcune ore dopo l’assunzione della dose, Maria Chiara Previtali ha visto delle amiche per un aperitivo prima di raggiungerlo a casa dove i ragazzi si sono bevuti una birra prima di andare a letto; non è del tutto da escludere la possibilità che nell’arco temporale in cui i due si sono separati Maria Chiara possa aver assunto altre sostanze che hanno aggravato la situazione e per questo motivo, i magistrati che seguono il caso hanno disposto un esame tossiologico da effettuare durante l’autopsia.

L’eroina come dono: Francesco si difende 

Francesco adesso non si da pace – riporta Huff Post – giacchè su di lui, oltre l’accusa di omicidio – motivata dal tempo trascorso tra il malore e la chiamata ai soccorsi in cui il giovane ha provato a rianimare Maria Chiara – gravano il peso di aver assecondato la decisione della giovanissima fidanzata di provare una droga pericolosa e letale come l’eroina e soprattutto le accuse di amici e parenti della ragazza che lo additano come un “mostro” che ha portato sulla cattiva strada “una ragazza sportiva e sana”: “Non riesco a spiegarmi come sia possibile. Abbiamo preso la stessa dose, lei è morta ed io invece sono ancora vivo. Voglio sapere cosa è successo quanto voi”, le parole che ha rivolto agli investigatori che hanno messo anche sotto sequestro il suo cellulare.

Il ragazzo si difende così da chi lo accusa di aver causato direttamente la morte della giovane: “Ho deciso di farle io stesso la dose perchè se non le avessi dato retta, avrebbe trovato qualcun altro con cui drogarsi e magari sarebbe stato più rischioso. E’ vero che faccio uso di droghe ma non sono un assassino, la mia unica colpa è di non aver chiamato immediatamente un medico quando l’ho trovata pallida e priva di sensi”, racconta il giovane – riporta Fanpage – che sarà ascoltato dal Pm nelle prossime ore. A detta del ragazzo, dunque, non c’era modo di impedire che Maria Chiara assumesse quella dose che le è costata la vita ma per gli inquirenti il principale indiziato della tragedia rimane lui che le ha materialmente fornito e iniettato l’eroina. Anche per l’autopsia della giovane è ormai questione di poco tempo: l’esame sarà determinante per chiarire la causa scatenante del malore di Maria Chiara.

Manfredi Falcetta

Fonte: Globalist, Huffington Post, Fanpage

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