Zanardi, la ricostruzione del perito: “Il tir invase leggermente la corsia opposta”

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Caso Zanardi, ci sono nuovi elementi che provano a far luce sul grave incidente che ha coinvolto l’ex pilota di Formula 1 lo scorso 19 giugno

Zanardi

Ci sarebbero nuovi elementi nella vicenda relativa all’incidente dell’ex pilota di Formula 1 che ha riportato varie fratture dopo lo scontro con il tir. Il 19 giugno scorso cosa è realmente accaduto di così grave da aver procurato uno sbandamento così forte nell’atleta che stava percorrendo la statale 146 nel comune di Pienza? Tante le ipotesi fatte ad oggi, ma la ricostruzione della procura di Siena porta alla luce nuovi elementi e possibili responsabilità. La consulenza tecnica, che si è avuta sfruttando delle immagini di un operatore che seguiva la diretta della gara di handbike, parlano di una responsabilità da parte dell’autista del tir. In pratica il 19 giugno l’impatto si ebbe a causa di un leggero cambio di direzione del tir, che avrebbe “leggermente invaso la corsia opposta”. Quella per intenderci che stava percorrendo Alex. Se confermata, questa tesi farebbe luce in modo definitivo sulla dinamica dell’incidente che ad oggi mostra ancora dei lati oscuri. Ovviamente la difesa punta  a smontare questa tesi. Mattia Strangi, consulente dell’autista Marco Ciacci, afferma invece che non sia stata commessa nessuna infrazione da parte dell’autista e che il tir avrebbe avuto una posizione “fisiologica per quel tipo di mezzo e per quella strada”. Inoltre per la difesa “non è quella posizione ad aver causato l’incidente”. Per Strangi sarebbe stata solo la presenza del camion nella curva ad aver determinato la reazione brusca di Zanardi, che non sarebbe poi riuscito ad evitare l’impatto. Con questa tesi Strangi smonta ogni accusa verso Ciacci, che secondo lui non avrebbe commesso alcuna infrazione. Non è della stessa opinione la famiglia dell’ex pilota di Formula 1. Infatti si pensa che la posizione del tir abbia influito sulla reazione di Alex, a differenza di quello che afferma Strangi.

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