Sabrina, i suoi resti scambiati dal veterinario per la carcassa di un cane. Riconosciuta da un molare

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L’impronta di un molare rinvenuto all’interno della Fiat Panda data alle fiamme da Alessandro Pasini conferma che i resti umani ritrovati nell’auto sono di Sabrina Beccalli.

Sabrina Beccalli, 39enne di Crema, era scomparsa la notte tra il 14 e il 15 agosto. La donna, che lascia un figlio di 15 anni, era stata ritrovata già lo scorso 15 agosto, chiusa nel portabagagli della sua Fiat Panda, che era stata data alle fiamme da Alessandro Pasini, unico indagato per la morte della donna. La conferma arriva dagli esami effettuati sui resti di ossa e tessuti che erano stati rinvenuti nel veicolo e che, in un primo momento, erano stati ritenuti appartenenti ad un cane.
L’ispezione sui poveri resti era era durata dalle 14.20 alle 15.30 del 16 agosto scorso. La conclusione era stata che si trattava della carcassa carbonizzata di un cane. Per questa ragione si era richiesto di procedere allo smaltimento mediante ditta specializzata. Ricevuto il nulla-osta della Procura, i resti erano stati distrutti nell’inceneritore cittadino il 18 agosto ricorda Il Giorno.

Le ulteriori analisi effettuate, invece hanno certificato che quel che rimane del corpo di Sabrina era sotto gli occhi degli investigatori sin dall’inizio, quando le ricerche della donna erano ancora in corso. A sgombrare il campo da ogni dubbio è stata l’impronta di un molare.

Nella giornata di ieri è stata avviata l’estrazione del Dna dal dente. L’esame, spiega Il Giorno, viene effettuato con la formula dell’accertamento irripetibile e si svolge nella sezione di biologia del Ris di Parma, alla presenza anche del generale Luciano Garofano, consulente della famiglia Beccalli. I risultati, attesi per oggi, dovrebbero confermare definitivamente quanto già svelato dall’analisi dei denti ritrovati. A dare un contributo decisivo per l’identificazione dei resti era stato proprio Pasini, che da unico indagato aveva continuato a ribadire di aver dato alle fiamme il corpo di Sabrina insieme alla sua auto, dopo averla trovata morta. Gli inquirenti, invece, dubitando delle affermazioni dell’indagato, avevano continuato a cercare il corpo di Sabrina nei boschi circostanti.

Secondo quanto riporta Fanpage, verranno sottoposti ad analisi anche i materiali organici ritrovati all’interno dell’abitazione della ex compagna di Pasini, situata in via Porto Franco a Crema, dove secondo chi indaga l’uomo avrebbe ucciso Sabrina, “colpevole” di aver rifiutato le sue avances sessuali. Nella casa, infatti, sono state ritrovate diverse tracce di sangue di genere sia maschile che femminile. Sarà il test del Dna a stabilire se le tracce ematiche rinvenute possano appartenere proprio a Sabrina e al suo presunto assassino, o se siano invece appartenute a terze persone rimaste fino a questo momento al di fuori delle indagini.

Pasini ha sempre ribadito la propria versione dei fatti, secondo cui avrebbe ritrovato Sabrina, già morta a causa di una overdose, all’interno della vasca da bagno e – in preda al panico – avrebbe deciso di bruciarne il corpo insieme alla Fiat Panda. Una tesi che ha sempre trovato il forte contrasto sia della famiglia Beccalli che degli inquirenti.

Intanto, una volta completate le ultime analisi che si stanno effettuando sui resti di Sabrina, questi verranno riconsegnati ai suoi familiari, che potranno così – finalmente – dare l’ultimo saluto alla donna in occasione dei suoi funerali, previsti forse già per questa settimana.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: Il Giorno, Fanpage

 

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