“Abbiamo altre chiamate”, la polizia non interviene in tempo. E lei viene uccisa

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Fonti ed evidenze: La Repubblica, Fanpage, Youtube

Un caso di negligenza da parte della polizia quello che ha portato con tutta probabilità alla morte di una quindicenne.

Alexandra Macesanu 9 ottobre 2020

Le trascrizioni delle ultime telefonate effettuate da Alexandra Macesanu alla polizia romena hanno fatto il giro del web. Adesso non solo gli operatori che hanno risposto alla chiamata di aiuto della ragazza – non riuscendo  ad esserle d’aiuto – ma l’intera giunta al governo del Paese è bersaglio di pesanti critiche da parte della popolazione e dell’Opposizione. La vicenda risale al 24 luglio 2019 quando Alexandra Macesanu, 15 anni, venne rapita da uno sconosciuto a cui aveva chiesto un passaggio in autostop presso Caracal. Segregata nell’abitazione dell’uomo, la ragazza – ricorda La Repubblica – riuscì ad approfittare dell’assenza del rapitore per cercare indizi che la aiutassero a capire dove fosse stata portata – dato che durante il viaggio era stata bendata – e a trovare un telefono per chiamare i soccorsi. Purtroppo, gli operatori di polizia commisero una serie di gravi errori trattando la chiamata come un’ordinaria richiesta di assistenza invece che come un’emergenza prioritaria. Alexandra, come emerge dalla registrazione delle due chiamate di emergenza effettuate, non venne presa sul serio dai centralinisti della polizia: “Un uomo mi ha rapita! Dovete aiutarmi! Non so dove sono!”- gridava disperatamente la giovane. Ma l’operatore di turno rispose: “Beh, come diavolo facciamo a trovarti? Devi dirmi di più”. A questo punto, Alexandra riuscì a trovare un biglietto da visita con un indirizzo ed un nome e comunicò i dati alla polizia: “Deve essere Bold, Antonius Caracalla 9, si chiama Popescu Luciani, non può essere da nessun’altra parte. Fate presto! Mi ha picchiata, mi ha stuprata, sta tornando! Ho paura che ritorni!”. Al ché gli operatori risposero: “Ah, nemmeno lo conosci. Ottimo”. La chiamata venne poi troncata nonostante la 15enne implorasse di restare con lei in linea: “Ora calmati, ci sono anche altre chiamate. Non muoverti da li e aspetta, non è che gli agenti possono volare, servirà tempo”. Dopo aver riagganciato la chiamata, nessuno sentirà mai più la voce di Alexandra.

Alla fine, l’indirizzo ed il nome forniti dalla ragazza si rivelarono errati – ricorda Fanpage: infatti, il biglietto da visita rinvenuto nella casa portava ad un complesso di abitazioni mentre Alexandra era stata tenuta segregata in una villetta appartenente a Gheorge Dinca, 65enne meccanico di professione che verrà rintracciato grazie ad ulteriori indagini solo 19 ore dopo. All’arrivo degli agenti Dinca confessò di aver ucciso la ragazza e bruciato i suoi resti, sorte che secondo gli inquirenti sarebbe toccata anche ad un’altra giovane di 18 anni, Luiza Melencu. Alle critiche per la gestione della chiamata di emergenza si aggiunsero immediatamente quelle verso la polizia romena per non aver continuato le indagini. Infatti, sono in molti nel Paese a credere che Alexandra potrebbe essere ancora viva e che il suo rapitore potrebbe averla venduta a persone che sfruttano la prostituzione minorile dopo aver adescato e rapito delle giovani.  Pratica che avviene anche in altri Paesi. In particolare, sempre secondo i detrattori dell’operato della polizia, nessuno prestò attenzione ai numerosi soggiorni effettuati a Vicenza da Dinca che potevano essere collegati ad un giro di prostituzione.

Ora, ad un anno dal caso, nuove manifestazioni che chiedono giustizia per Alexandra Mancesanu scuotono il Paese. Il primo ministro Nicolae Moga ha dato le dimissioni il 30 luglio, proprio come il capo della polizia Ioan Buda ed il responsabile delle telecomunicazioni Ionel Vasilca. Ma è stato oggetto di contestazioni anche il ministro dell’istruzione Ecaterina Andronescu che ha perso l’incarico a causa di alcune dichiarazioni sul caso: “Questa vicenda mi ha insegnato a non accettare passagi dagli sconosciuti”. Dichiarazioni da cui il Governo ha voluto prendere le distanze. Perfino il Presidente della repubblica romeno ha definito il Governo, accusato anche di corruzione: “Il vero autore morale del delitto”.

Manfredi Falcetta

Fonte: Fanpage, Repubblica, Itube Youtube

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