L’imprenditore Flavio Briatore rischia un’accusa di corruzione verso l’Agenzia delle Entrate. Il caso risale al 2010 ma non è ancora stato chiuso del tutto, secondo il Gip.

Briatore GETTY 6 ottobre 2020

Sono passati ben dieci anni dal sequestro dello yatch “Force Blue” appartenente al noto imprenditore Flavio Briatore, eppure, il caso non è ancora stato archiviato definitivamente e, addirittura, il magnate rischierebbe adesso una nuova accusa per corruzione. Per ottenere la restituzione del suo lussuoso natante – lungo ben 63 metri – il noto affarista, stando alle ultime prove raccolte nel corso delle lunghe indagini, avrebbe tentato di corrompere un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.

La vicenda – ricorda Il Corriere della Sera – è iniziata nel 2010 quando a largo di La Spezia la Guardia di Finanzia sequestrò il “Force Blue” per sospetta evasione fiscale. In quell’occasione, a finire nell’occhio del ciclone furono Andrea Parolini, commercialista di Briatore ed il direttore dell’Agenzia delle Entrate di Genova Walter Pardini, indagato per corruzione e tangenti. Successivamente, Briatore fu riconosciuto colpevole di aver intestato lo yatch ad una società delle Isole Cayman per non pagare 3,6 milioni di euro in Iva per l’ingresso in acque italiane di un’imbarcazione per scopo commerciale ma a causa di un errore negli atti, il reato cadde in prescrizione.

A questo punto però, stando ad alcune intercettazioni – riporta Il Fatto Quotidiano – il magnate avrebbe chiesto direttamente a Pardini, definito dal Gip “Elemento pericoloso e spregiudicato”, di mettere in moto le sue conoscenze per spingere l’Agenzia a restituirgli l’imbarcazione. A mettere materialmente in moto l’opera di corruzione sarebbe stato lo stesso commercialista del milionario, Parolini: “Ci bastano quelle cinque righe. Per tutti i soldi che chiedo, io a Briatore questo favore glielo devo proprio fare”, avrebbe detto il collaboratore del magnate direttamente a Pardini di fronte ad altre due funzionarie dell’Agenzia delle Entrate, anch’esse indagate. Le righe in questione sarebbero state una modifica agli atti che avrebbero permesso a Briatore di essere assolto dal reato e di riavere la sua preziosa imbarcazione da più di venti milioni di euro di valore.

In cambio di questo favore, Briatore, a detta di Parolini, si sarebbe detto disposto ad aiutare Pardini con alcuni investimenti in Kenya. Il magnate torna dunque all’attenzione della cronaca dopo la vicenda del Billionaire, il suo locale in Costa Azzurra che – a detta di molti – avrebbe contribuito alla diffusione del Coronavirus nell’isola sarda per il mancato rispetto di alcune norme sanitarie. Al momento, l’ipotesi di accusa per Briatore è per corruzione e rischierebbe – qualora fosse ritenuto colpevole – fino a dieci anni di carcere.

Manfredi Falcetta

Fonte: Il Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano

 

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