Raggiunto da sei colpi di pistola alle gambe per una lite stradale. E’ la terribile storia di Gaetano Barbuto Ferraiuolo.

 

Dopo una settimana in bilico tra la vita e la morte Gaetano Barbuto Ferraiuolo – riferisce Fanpage – è uscito dal coma. Il giovane ha ripreso conoscenza ma ora verrà seguito da un team di psicologi che dovranno aiutarlo ad affrontare la sua nuova vita. Al suo risveglio infatti un’amarissima sorpresa attende il giovane: non ha più le gambe. Il personale medico – spiega Il Corriere della Sera –  è stato costretto a procedere all’amputazione dopo due giorni di ricovero: la cancrena, seguita al processo di necrosi, ha raggiunto gli arti e non ha lasciato altra scelta allo staff dell’ospedale Vecchio Pellegrini.  A decidere per l’amputazione sono stati i genitori del ragazzo, per salvargli la vita: una scelta praticamente obbligata, visto che senza questo  intervento Gaetano sarebbe certamente morto.

Residente a Sant’Antimo, piccolo comune della provincia di Napoli, Gaetano Barbuto Ferraiuolo aiutava il papà nell’attività commerciale di famiglia. Una vita apparentemente normale, la sua. Almeno fino a domenica scorsa, quando intorno alle 23:30 è salito in macchina insieme ad un amico. E proprio la ricostruzione dei fatti fornita da quest’ultimo è il punto di partenza per le indagini affidate dal procuratore di Napoli Nord Francesco Greco e dalla sostituta Veronica Soriano ai carabinieri di Giugliano.

Lungo il percorso, secondo quanto ha testimoniato il ragazzo che viaggiava con Gaetano, si è acceso un diverbio con quattro persone a bordo di un’altra auto, forse una Opel Astra. Una discussione per il mancato rispetto di una precedenza, come ne avvengono tante ogni giorno. Ma in questo caso le cose sono precipitate velocemente: i quattro hanno inseguito Gaetano e l’amico e, una volta raggiunti, hanno costretto i due ragazzi ad accostare. Uno di loro aveva in mano una pistola e ha iniziato a colpire Gaetano con il calcio dell’arma. Poi, una volta finito a terra, ha aperto il fuoco su di lui: sei colpi indirizzati alle gambe, calibro 9×21. Un’arma che porta con sé chi ha l’intenzione di uccidere. Restano molti elementi su cui fare chiarezza. Appare strano, ad esempio, l’utilizzo di un’arma tanto potente per una banale lite stradale. Un’arma di cui, dopo i fatti di domenica, il proprietario si sarà senz’altro liberato, visto che rappresenta una prova schiacciante.

Intanto, i genitori di Gaetano hanno lanciato un appello rivolto a chiunque disponga di informazioni che possano rivelarsi utili per accertare i fatti. Il padre del giovane, disperato, ha affermato: “Mio figlio ha perso l’uso delle gambe e rischia ancora la vita“. Secondo quanto scrive TgCom24, ha poi ringraziato il personale ospedaliero e precisato: “L’amico che stava con lui, e che è rimasto sostanzialmente illeso, non ha ancora spiegato chiaramente le dinamiche della vicenda – ha aggiunto il padre di Gaetano. “Ringrazio il personale medico del Vecchio Pellegrini per quello che stanno facendo. Ai miei concittadini chiedo solo una cosa: aiutateci ad avere giustizia“.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: Corriere della Sera, Tgcom24, Fanpage

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