Decine di migranti in fuga dal centro di accoglienza Villa Sikania nell’Agrigentino. 

 

Sono 20, probabilmente anche di più, i migranti che sono riusciti a fuggire dal centro di accoglienza Villa Sikania, nell’Agrigentino e che hanno fatto perdere le proprie tracce. Attualmente la polizia, i carabinieri e l’esercito – riporta La Stampa – stanno perlustrando la zona per cercare di trovare i tunisini che sono fuggiti scavalcando il guard-rail per poi proseguire verso le campagne. Una catena che comincia dagli sbarchi continui per poi passare attraverso la fuga dalla strutture. Presso Villa Sikania non è la prima volta che si verificano episodi di questo genere – riporta Adnkronos – nonostante il centro d’accoglienza sia sorvegliato da oltre 40 uomini delle Forze dell’Ordine e militari dell’esercito. Durante una delle ultime fughe dei migranti, uno di loro è stato investito da un Suv e ucciso. I tre poliziotti che lo inseguivano sono rimasti feriti, mentre l’automobilista, un 34enne di Porto Empedocle, è stato arrestato per omissione di soccorso. Il ragazzo ventenne era di origine eritrea ed era riuscito a fuggire nella notte insieme ad altri dopo aver protestato salendo sul tetto della struttura.

La Villa, secondo il prefetto Maria Rita Cocciufa che ha parlato durante la fuga di poche settimane fa, sarebbe stata messa ulteriormente sotto controllo con aumentodei dispositivi di sicurezza, ma a distanza di poco tempo i migranti sono riusciti comunque a trovare la via di fuga. Dopo l’incidente che ha provocato la morte del ventenne eritreo, nella Villa si respira un clima teso e i migranti che erano riusciti a fuggire insieme a lui, sono rientrati nelle loro stanze dopo aver lasciato dei fiori nel luogo dell’incidente – riporta AgrigentoOggi.

L’automobilista invece, è stato scarcerato pochi giorni fa. I legali dell’uomo hanno presentato la richiesta di scarcerazione poiché al momento dell’impatto il giovane migrante si trovava già steso a terra dopo essere stato bloccato dagli agenti di servizio. L’urto di conseguenza sarebbe stato inevitabile e ulteriori prove sono state date in seguito alle analisi del Suv che avrebbero fatto risultare dubbia la ricostruzione dell’accusa. Per l’uomo, resta l’obbligo di dimora dalle 19.00 alle 6 del mattino.

 

 

Isabella Bellitto

Fonte: La Stampa, Agrigento Oggi, Adnkronos

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