Guardiacoste morto per salvare due ragazzini, loro insultano lo definisce “eroe”

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Dopo la morte del sottufficiale Aurelio Visalli, i social si sono scatenati contro i due ragazzi salvati e sopravvissuti. Ma i fatti potrebbero essere andati diversamente.

 

Milazzo è in lutto per la morte di Aurelio Visalli, il sottufficiale della Capitaneria morto in mare mentre stava cercando di soccorrere due adolescenti sopraffatti tra le onde. Ma non altrettanta benevolenza, invece, i cittadini stanno riservando ai due ragazzini. Infatti – spiega il Corriere della Sera – i due sono stati travolti da altre onde sui social: onde fatte di insulti e auguri di ogni sorta tra i peggiori. Al punto che il sindaco della cittadina messinese, Giovanni Formica, è dovuto intervenire per sedare gli animi: “I ragazzi devono capire che non si scherza con il mare. Ma adesso è inutile accanirsi contro questi due ragazzini. Bisogna stringersi attorno al dolore della famiglia di Aurelio Visalli senza cercare necessariamente la polemica. Anche i due adolescenti ora devono elaborare ciò che è successo”. E ha concluso: “Penso abbiano chiaro che una persona è morta nel tentativo di salvarli“.

Ma forse non è proprio così. Ed è questo che ha scatenato Milazzo contro i due sopravvissuti. A esacerbare la situazione e scatenare “l’inferno social” è stato soprattutto un post di uno dei due ragazzi salvati. Nel post veniva riportato un video e non veniva fatta menzione alcuna del militare morto proprio per salvare loro la vita. Anzi: i due ragazzi sembrano negare. Uno dei due ha scritto: “Mentre facevo le capriole in spiaggia, a me e al mio amico ci prende in pieno un’onda e mi trascina al largo. Nessuno si è tuffato per salvare me. Quindi prima di dire che qualcuno è morto per salvare me…Cazz…”. Il post è stato poi rimosso ma in tanti ormai lo avevano letto e la marea d’insulti e tragici auguri non è tardata ad arrivare. Riferisce Repubblica che l’amico  del ragazzo, che di anni ne ha 13, pure lui rimasto fra le onde sabato mattina, rilanciava su Instagram: “Sono vivo, merde“. E un altro messaggio ancora per difendere il compagno: “Ve la racconto io la verità, facevamo le capriole sul bagnasciuga e un’onda ci ha trascinato al largo. Io sono riuscito ad uscire e a chiamare il 118, il mio amico si è aggrappato ad una boa“. Sono seguiti altri insulti e ieri pomeriggio è apparso un messaggio pacificatore, certo tardivo: “Nessuno è più dispiaciuto di me per quello che è successo, ho pregato fino adesso per quel soccorritore“.

In effetti, però, il ragazzo non ha detto del tutto una menzogna. Anche da quanto raccontato ai giornalisti dai familiari stessi di Aurelio Visalli, emerge una verità un po’ differente da quella del militare morto dopo aver salvato  due ragazzini. E’ vero che Aurelio Visalli si è tuffato in mare, insieme a due colleghi, per salvare i ragazzi. Ed è vero che è morto per questa ragione: è stato travolto da un’onda dopo essersi tuffato per tentare di salvarli. Ma nei fatti, concretamente, non li ha salvati: uno dei due adolescenti è riuscito a tornare da solo a riva mentre l’altro si sarebbe aggrappato ad una boa. Ora, tuttavia, la famiglia del sottufficiale ha chiesto che si faccia chiarezza sulla esatta dinamica dei fatti.

Ma a rendere il giusto onore alla fine di Visalli ci ha pensato l’ex calciatore Gaetano Beninato che – riporta la Repubblica – ha raccontato quanto ha visto con i suoi occhi sabato scorso: “Li ho visti arrivare in tre, si sono spogliati e sono rimasti in slip. Avevano solo dei salvagente. Si sono buttati in acqua per tentare di salvare il ragazzo in difficoltà, Visalli era quello che andava più avanti. A un certo punto deve avere avuto la sensazione che le onde stessero portando il ragazzo più vicino e si è addentrato ancora di più. E’ stato un attimo: un’onda, poi un’altra e non lo abbiamo più visto”.

Samanta Airoldi

Fonte: Corriere della Sera, Repubblica

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