L’esito dell’autopsia sul corpo di Willy Monteiro conferma la furia dell’aggressione che ha portato alla morte del ragazzo: una violenza inaudita che ha causato lesioni a tutti gli organi interni.

Lesionati tutti gli organi interni. Tutti. Compresi la milza, i polmoni, il pancreas, il cuore, diviso in due da una lesione profonda 7 centimetri. Questo è quanto emerge dall’autopsia cui è stato sottoposto il corpo di Willy Monteiro, massacrato di botte e ucciso nella notte tra il 5 e il 6 settembre a Colleferro. Informazioni che non fanno che confermare la ferocia con cui gli aggressori si sono accaniti sul ragazzo, colpendolo ripetutamente fino a togliergli la vita.

Un complesso traumatismo che si è realizzato con più azioni lesive“, si legge nel referto stilato dai tecnici di Tor Vergata e riportato da La Repubblica, che non possono escludere che nel pestaggio siano stati utilizzati, come già fatto in passato dal branco dei fratelli Bianchi, corpi contundenti come bastoni e tirapugni – rinvenuti tra l’altro nelle abitazioni dei fermati durante le perquisizioni. Un quadro, quello tracciato dai referti tecnici emessi dallo staff di Tor Vergata, che riporta alla mente le parole di Emanuele Cenciarelli, l’amico con cui Willy stava passando la serata prima dell’aggressione: “Ricordo subito l’immagine di Willy steso a terra circondato da 4 e 5 ragazzi che lo colpivano violentemente con calci e pugni. […] Io stesso venivo colpito da calci e pugni sempre dagli stessi ragazzi che avevano aggredito Willy. Non riesco a quantificare il tempo dell’aggressione ma posso solo dire che la violenza dei colpi subiti da me e da Willy era inaudita. Per quanto io ricordi tutti ragazzi sferravano calci e pugni contro me e Willy. Ho un vivido ricordo di un paio di loro che addirittura saltavano sopra il corpo di Willy steso in terra e già inerme“. 

Sul fronte delle indagini, riporta Fanpage, proseguono gli esami sul Suv dei fratelli Bianchi e sugli abiti degli aggressori. L’obiettivo è raccogliere prove che permettano al procuratore Luigi Paoletti di blindare l’accusa di omicidio volontario che grava sui due fratelli oltre che sul loro amico Mario Pincarelli. La procura di Velletri ha anche interrogato Vittorio Edoardo Tondinelli, amico dei Bianchi e rientrato ad Artena con loro a bordo della loro auto, la notte della morte di Willy. Tondinelli era stato tirato in ballo proprio da Marco e Gabriele Bianchi, quando avevano affermato di essersi allontanati con un amico in compagnia di tre ragazze, di cui non conoscevano i nomi, per recarsi nella zona del cimitero, dove i sei avrebbero avuto rapporti sessuali.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: La Repubblica, Fanpage

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