Una badante dilapida il patrimonio dell’anziana e riesce a farne distruggere il cadavere

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Una badante di Pordenone è indagata per aver rubato migliaia di euro a una 91enne e di aver distrutto il suo corpo.

 

Un’anziana signora si fidava della sua badante, ma questa ha pensato bene di depredarle il patrimonio e, al momento del decesso, durante il quale era presente solo lei, ha deciso di non avvertire i parenti dell’assistita ma di occuparsi personalmente della cremazione. Pratica che le avrebbe permesso di evitare un’eventuale autopsia sul corpo.

Il fatto è avvenuto a Pordenone dove una badante – italiana 74enne specifica Rainews – dopo aver instaurato con l’anziana un solido rapporto di fiducia, è riuscita a mettere mano sui suoi soldi con i quali ha fatto numerosi e importanti acquisti: gioielli, auto e sottoscritto polizze assicurative. Oltre all’anziana signora, la badante si occupava del figlio disabile ed entrambi presentavano una situazione psicologica molto fragile. Per mettere in piedi la “truffa”- riporta la Gazzetta di Parma – la badante si è fatta aiutare dal rappresentante di una ditta di pompe funebri e il direttore di uno sportello bancario di un ufficio postale. Una messinscena pensata nel minimo dettaglio dalla badante, ma l’aiuto dei due complici in queste operazioni delicate è stata fondamentale. Gli indagati per la vicenda sono quindi tre.

Durante le indagini il Gip ha richiesto il sequestro di beni nella disponibilità della donna per un valore di 1 milione e 200 mila di euro su di una polizza di 300 mila euro due immobili, denaro e gioielli. Nella prima fase investigativa uno dei due complici, ovvero il direttore dell’ufficio postale, avrebbe cercato di ostacolare l’operazione violando le normative antiriciclaggio. La donna, oltre ad essersi appropriata dei beni dell’anziana signora è andata contro le volontà di questa perchè non ha avvisato i familiari della sua morte e ha optato per la cremazione, operazione consentita soltanto su certificata volontà espressa su testamento o in presenza di un familiare. Anche in questo caso le indagini hanno dimostrato che la cremazione non è stata “autorizzata” e lo dimostra la firma del figlio disabile, ignaro della morte del genitore – riporta il Corriere della sera.

 

Isabella Bellitto

Fonte: Il Corriere della sera, Rainews

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