“Metà di quelli che prendono il Reddito di Cittadinanza potrebbero essere evasori fiscali”

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Il botta e risposta tra Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, e il suo predecessore Tito Boeri si basa su un problema più che conosciuto in Italia: l’alto numero di evasori fiscali. Per questo Boeri aveva proposto “controlli incrociati” prima di introdurre il Reddito di Cittadinanza.  

 

Che Tito Boeri non sia gradito dal Movimento 5 Stelle dovrebbe essere noto a tutti. In effetti il professore della Bocconi aveva resistito fino all’ultimo, fino alla scadenza naturale a febbraio del 2019, nel suo incarico da presidente dell’Istituto di Previdenza Sociale, cosa su cui pochi avrebbero scommesso, come ricorda AGI. E invece l’allora governo verde-giallo, forse già in sentore di crisi, aveva preferito non sollevare polveroni prima della scadenza, aspettando quella naturale. Boeri era stato nominato dall’allora premier Matteo Renzi ed era così sopravvissuto a un anno di incarico difficile, schivando il fuoco incrociato politico, con gli attacchi dei due vicepremier: il grillino Luigi Di Maio e il leghista Matteo Salvini. Il primo aveva gridato al “complotto delle lobby” a proposito del “decreto dignità” che, stando alle previsioni, avrebbe mandato in fumo migliaia di posti di lavoro all’anno. Il secondo ce l’aveva a morte con Boeri dopo che questi aveva affermato che gli immigrati erano un elemento decisivo per la sostenibilità del sistema previdenziale italiano.

E allora si capisce perché l’ultima affermazione dell’ex presidente dell’INPS abbia mandato su tutte le furie il suo successore Pasquale Tridico, che è anche il ‘padre’ del reddito di cittadinanza tanto preso di mira in questi ultimi giorni. Innanzitutto va chiarito che Boeri, al contrario di quello che vogliono far credere i titoli di alcuni giornali, non è contrario al sussidio statale per i più poveri. Anzi, dice, “ci vuole un reddito minimo contro la povertà”. Ma il meccanismo va pensato meglio e riformato, analizzando in dettaglio tutte le informazioni disponibili, perché, come dice, “non basta scrivere una legge per risolvere il problema” della povertà. Problema che, infatti, non è stato risolto.

Per Boeri, metà di quelli che prendono il sussidio possono essere evasori

E la frase della discordia, pronunciata da Boeri su una trasmissione di LA7, e che ha fatto scattare il botta e risposta con Tridico, ha proprio a che fare con questo cattivo funzionamento del sistema, che genera situazioni imbarazzanti come quella che si è vista con lo scandalo dei fratelli Bianchi e combriccola a seguito, i quali hanno percepito circa 30 mila euro di sussidio mentre giravano per le località fashion dell’Italia bene vestiti con abiti griffati su motociclette da decine di migliaia di euro. Parlando proprio di questo episodio al programma Piazza Pulita, Boeri ha detto chiaramente che “c’è chi sostiene all’INPS che la metà dei percettori del reddito di cittadinanza siano degli evasori”. E commentando queste “voci da corridoio” dell’Istituto, ha dichiarato di non essere stupito che i protagonisti dei fatti di Colleferro avessero il “reddito sotto una certa soglia”, mentre era veramente sorpreso che il loro patrimonio – tra cui auto e macchine intestate – non fosse emerso. Per questa ragione Boeri, prima di andarsene dalla presidenza dell’Inps, aveva chiesto di aspettare per introdurre il reddito di cittadinanza, perché voleva mettere insieme “le banche date dell’Inps, quelle degli archivi dei conti bancari, poi della motorizzazione civile” per fare dei controlli sul patrimonio “molto più attenti”, con dati incrociati, che sono “molto efficaci nell’identificare il sommerso”, come ha sostenuto successivamente in una intervista a La Stampa.

Per Tridico sono solo “chiacchiere da bar”

L’intervento di Boeri al programma televisivo ha causato la reazione immediata di Tridico che, al Fatto Quotidiano, si è riferito alle parole di Boeri come “castronerie” e “chiacchiere da bar”, e ha subito tirato fuori dalla manica una serie di calcoli matematici per difendersi. Ha cominciato affermando che in Italia ci sono 3 milioni di evasori e che l’evasione pesa circa 120 miliardi di euro sul bilancio dello Stato. E che il sussidio progettato da lui costa a questo bilancio circa 7 miliardi di euro. Tridico quindi ne trae le conclusioni: “se la metà dei percettori del Reddito, che sono 3 milioni, fosse composto da evasori, vorrebbe dire che i ‘poveracci’ che il reddito aiuta, per 1,5 milioni almeno avrebbero ricchezze pari a 60 miliardi”.

Conclusioni che però non avrebbero a che fare con quanto ha voluto dire Boeri. “Credo non abbia capito – dice Boeri. Non ho detto che la metà degli evasori ottiene l’assegno, ma che la metà dei percettori del reddito potrebbero esserlo. Si tratta, come dicevo, di circa il 15 per cento degli evasori. Quindi semmai la cifra dovrebbe essere di 18 miliardi. Inoltre, tra chi froda il fisco molti potrebbero avere redditi comunque bassi. I 120 miliardi di sommerso non sono distribuiti uniformemente fra la popolazione”. Il docente di Economia non capisce la “reazione scomposta” di Tridico, che si sarebbe scagliato contro delle “stime attendibili svolte dall’Inps secondo cui la metà dei tre milioni di persone che percepiscono il sussidio sono evasori”. Che possono essere piccoli o grandi, il che non cambia la loro natura di evasori.

Il fatto che la frode della famiglia Bianchi sia stata scoperta grazie a un fatto di cronaca per niente collegato ai controlli ordinari dell’INPS fa capire la dimensione del problema di cui parla Boeri, e che – per quanto offeso si possa sentire il presidente dell’INPS – è saputo anche dai sampietrini che ricoprono le strade di Roma: in Italia c’è un elevatissimo problema di evasione fiscale. Quindi non c’è niente di polemico nelle parole di Boeri, che però alla reazione esagerata del collega ha trovato una spiegazione molto plausibile: “Accade spesso che i politici non capiscano i dati o neghino la realtà anche quando evidente, ma gli economisti dovrebbero misurarsi solo con le analisi scientifiche”, ha concluso.

Fonte: AGI, La Stampa, LA7, il Fatto Quotidiano

Thais Palermo

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