Milano, donna abusata fino alle 7 del mattino. I giudici: “Lei lo aveva esasperato”

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La Corte di Appello di Milano ha ridotto la pena ad un uomo di 63 anni condannato per stupro e violenze. Lo hanno definito “un soggetto mite”.

 

Sembra incredibile che nel 2020 ancora una donna vittima di stupro venga additata come la responsabile della violenza subita. Frasi atroci come “se l’è cercata” pensavamo di essercele lasciate alle spalle ma non è così purtroppo. E a conferma di questa cultura ancora dominante arriva una sentenza della Corte di Appello di Milano che – riporta la Repubblica – ha ridotto la pena ad uno stupratore di 63 anni. L’uomo aveva sequestrato, picchiato e violentato la sua compagna per un’intera notte all’interno della loro roulotte. Le atrocità si erano fermate solo grazie all’arrivo dei carabinieri chiamati dalla figlia. In un primo momento il tribunale di Monza lo aveva condannato – con rito abbreviato – a 5 anni. Condanna che, in Appello, è stata abbassata a 4 anni e 4 mesi.

I fatti – spiega il Corriere della Sera – risalgono alla sera dell’8 giugno 2019. Il 63enne – di nazionalità rumena – ha iniziato ad insultare la sua compagna di 43 anni accusandola di averlo tradito. Dopodiché sono iniziate le minacce di morte e le violenze fisiche. L’uomo ha prima colpito la sua compagna con un tavolino di legno a cui sono seguiti pugni al viso, schiaffi e pugni alla schiena così forti da “farle mancare il fiato” – da quanto emerso in seguito al resoconto della vittima. Infine l’ha gettata sul letto e costretta ad avere rapporti sessuali. L’incubo è durato fino alle 7 del mattino quando l’uomo è stato arrestato dai carabinieri.  Ma i giudici della Corte di Appello milanese – relatrice Francesca Vitale con il presidente Marco Maiga e la collega Elena Minici non lo ritengono un soggetto pericoloso, anzi lo hanno definito “un soggetto mite” e sono giunti alla conclusione che “si trovava in un contesto familiare degradato in cui la donna aveva relazioni con altri uomini. Il soggetto deve essere stato esasperato dalla condotta troppo disinvolta della donna. Fino a quel momento l’uomo aveva subito passivamente”. E’ stato sottolineato anche che la 43enne vittima degli abusi e delle violenze era anche rimasta incinta di un altro uomo. Per questa ragione, pur confermando l’imputazione per sequestro e per gli altri reati, hanno deciso di accogliere comunque il ricorso presentato dalla Difesa.

Sempre più donne subiscono violenze a sfondo sessuale ogni giorno. E proprio grandi metropoli come Milano, spesso, fanno da sfondo a questi crimini. Qualche mese fa una donna di 45 anni è stata violentata da uno straniero di 24 al parco Monte Stella mentre era con il suo cane a fare una passeggiata. Mentre meno di un mese fa una ragazza polacca è stata stuprata in pieno centro, tra i grattacieli di piazza Gae Aulenti – a due passi da Corso Como – mentre stava rientrando a casa.

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, Corriere della Sera

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