Il sacerdote ucciso era ostacolato dalle politiche della Destra, dice Padre Zanotelli

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Padre Zanotelli interviene per dire la sua sulla morte e sull’operato di don Roberto Malgesini, recentemente ucciso a Como da un immigrato.

 

Don Roberto Malgesini era un sacerdote un po’ fuori dal coro, di quelli che forse non siamo più abituati ad incontrare poi tanto spesso. Aveva scelto di dedicare la sua vita  agli “ultimi”, termine forse poco gentile per definire chi nella vita ha inciampato e non è riuscito a rialzarsi per mancanza di risorse. Don Malgesini era il sacerdote che spendeva se stesso per i più bisognosi, per gli immigrati. E lo faceva a Como, all’interno della sua piccola comunità che ora si sente privata del suo “pastore”. E purtroppo proprio dalla mano di un immigrato è stato ucciso: un immigrato – forse con disturbi psichici – che aveva già ricevuto il decreto di espulsione ma che non era mai stato espulso, come ha recentemente ricordato il giornalista Andrea Romoli. A ricordare la memoria di Don Roberto è intervenuto  padre  Alex Zanotelli, missionario comboniano che – riferisce Adnkronos – ha dichiarato: “La morte di don Malgesini è un monito per le amministrazioni che non mettono in campo politiche per gli ultimi”. Il religioso, diverse volte entrato in polemica con le politiche migratorie del Centrodestra e, in particolare, del segretario della Lega Matteo Salvini, ora sostiene che don Malgesini venisse ostacolato nelle sue opere di carità dall’amministrazione comasca guidata dal Centrodestra: “Una morte che avviene nella ricca e borghese Como, dove i poveri sono relegati, invisibili…Un’amministrazione di destra che non ha messo in campo politiche per gli ultimi. Povero don Roberto, credo che abbia sofferto molto nel suo rapporto con l’amministrazione”. Qualche tempo fa il padre comboniano aveva asserito che non si può essere, al contempo, dei buoni cristiani e sostenere le politiche di Matteo Salvini.

Eppure subito dopo l’accaduto, il sindaco di Como, Mario Landriscina – riferiva Il Giorno – ha voluto ricordare don Roberto con parole di affetto, come una parte essenziale della comunità comasca: “La comunità di Como da oggi è orfana. Quanto accaduto ci priva di un sacerdote, di un nostro concittadino che ha dedicato la sua stessa esistenza a quella degli altri, senza risparmio. Siamo orfani di una presenza discreta ma sostanziale che ha fatto tanto bene a davvero tante persone”

Samanta Airoldi

Fonte: Adnkronos, Il Giorno

 

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