Vincere  in Toscana per Matteo Salvini significa conservare la sua leadership. Perderle per il Governo significa un terremoto politico assicurato.

 

“Se Salvini vince in Toscana, Salvini resta Capitano per sempre”. A dirlo è il direttore de La Stampa, Massimo Giannini, durante una puntata del programma di La7, ‘Otto e mezzo’, condotto da Lilli Gruber. La giornalista ha chiesto un’analisi sulla possibilità che, se il Partito Democratico dovesse perdere le prossime elezioni regionali, il governo possa cadere e il segretario del Pd Nicola Zingaretti possa essere “mandato a casa”. Previsti per i prossimi 20 e 21 settembre, i voti si svolgeranno in Campania, Puglia, Marche, Toscana, Liguria e Veneto, ma la vera sfida si combatterà in Puglia e soprattutto in Toscana. Secondo gli ultimi sondaggi pubblicati da Fanpage, infatti, c’è solo un punto percentuale di distacco tra il candidato di centrosinistra Eugenio Giani e la candidata leghista Susanna Ceccardi, con il Pd in leggerissimo vantaggio. Il risultato è totalmente incerto e in caso di vittoria della Lega, dice Giannini, il governo potrebbe subire forti conseguenze. “Il contraccolpo sul governo c’è di sicuro, ci sarebbe anche il contraccolpo sul Pd, forse ancora più forte. Se il Pd perdesse la Toscana l’effetto uguale e contrario sarebbe che in Toscana avrebbe vinto la candidata di Salvini”, sottolinea il direttore.

Ma se, al contrario, la Lega vincesse in Toscana, Salvini potrebbe conservare intatta la sua leadership e “naturalmente – continua – questo accentuerà la tentazione del centrodestra di dare la spallata definitiva al governo. E lì effettivamente reggere l’urto sarà molto difficile. Non c’è nessun obbligo costituzionale, ma indubbiamente dal punto di vista politico il terremoto è assicurato”. Proseguendo il suo intervento, Giannini ammette di essersi ricreduto sullo scetticismo che inizialmente aveva avanzato nei confronti del governo giallorosso. “Non posso non vedere, soprattutto con riferimento alla grande occasione che abbiamo del Recovery Fund, che grazie a questo governo, con tutti i suoi limiti, tutti i suoi difetti che riguardano il Presidente del Consiglio e la squadra dei ministri, siamo riusciti a entrare dentro un meccanismo europeo che altrimenti non avremmo visto neanche con il binocolo se avesse continuato a governare il governo gialloverde”, ha detto. Ma ha aggiunto anche: “Detto questo, lo scampato pericolo di un governo gialloverde che ci avrebbe portato contro il muro e contro l’Europa è condizione necessaria ma non più sufficiente per poter governare bene altri due anni fino alla fine della legislatura. E per questo Movimento 5 stelle e Partito Democratico devono darsi una regolata, indipendentemente da come andranno le elezioni regionali e il referendum di domenica prossima”.

Fonte: La Stampa, Fanpage

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