33 mila euro ricevuto con il Reddito di Cittadinanza, i fratelli Bianchi denunciati per truffa

0
8

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi, in sede di interrogatorio, negano di aver mai percepito il Reddito di cittadinanza. Si era parlato, per loro, di un importo complessivo di oltre 30 mila euro. Risponde il legale.

In sede d’interrogatorio, i miei assistiti hanno affermato di non aver mai ricevuto il reddito di cittadinanza. Di non sapere neppure di cosa si tratta“. Queste – riporta Adnkronos – le parole di Massimiliano Pica, il legale che assiste Marco e Gabriele Bianchi, al momento nel carcere di Rebibbia insieme a Mario Pincarelli, indagati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, deceduto a Collefferro nella notte tra il 5 e il 6 settembre in seguito ad una rissa. Nelle scorse ore, infatti, era emerso che tutti e quattro gli indagati per l’omicidio del giovane Willy – i fratelli Bianchi, Mario Pincarelli e anche Francesco Belleggia, unico  ad essere agli arresti domiciliari – fossero percettori del Reddito di cittadinanza,  la misura di sostegno economico introdotta dal Governo giallorosso su spinta del Movimento Cinque Stelle. I fratelli Marco e Gabriele Bianchi, in particolare, erano nell’occhio del mirino della Guardia di Finanza in quanto la situazione reddituale dichiarata dalla loro famiglia non sembrava in sintonia con lo stile di vita lussuoso condotto dai due giovani che possedevano moto, un lussuoso Suv, frequentavano la palestra abitualmente per curare il proprio aspetto e si concedevano vacanze in barca. Il padre dei due fratelli- Ruggero Bianchi – aveva ammesso di percepire il Reddito di cittadinanza. Mentre i due figli negano sostenendo di non sapere nemmeno di cosa si tratti, nonostante il loro genitore ne usufruisca. Ma proprio  dall’inchiesta delle Fiamme Gialle – rivela La Stampa – è saltata fuori una somma non indifferente intascata dai fratelli Bianchi, da Pincarelli e da Belleggia con il Reddito di cittadinanza: ben 33mila euro. La Guardia di Finanza ora non solo ha denunciato i quattro per truffa e violazione della legge che regola il Rdc ma ha fatto la segnalazione all’Inps per recuperare le somme ottenute senza averne diritto. I sospetti sono scattati in seguito ai fatti di Colleferro perché troppo era il lusso ostentato dai Bianchi. considerando che Gabriele – il maggiore dei due – aveva da poco aperto un negozio di frutta in provincia di Latina. Iniziativa che gli aveva fruttato anche un’intervista al Tg regionale come “esempio di giovane imprenditore coraggioso”.

Intanto – riporta la Repubblica – mano a mano che si scava nel passato dei due “gemelli di Artena”, così soprannominati per la loro evidente somiglianza nei tratti e nei modi, si scoprono trascorsi sempre più allarmanti. Per i due giovani – che continuano a sostenere di non aver nemmeno toccato Willy – non si trattava del primo pestaggio: in passato avevano già massacrato di botte un ragazzo utilizzando, addirittura, un tirapugni per colpirlo. Nonostante ciò – spiega Today – i due fratelli potevano, comunque, secondo la legge, percepire il Reddito di cittadinanza perché, anche se la Procura aveva già aperto diversi fascicoli a loro carico, non erano mai stati condannati in via definitiva e una semplice denuncia non è sufficiente a sospendere il sussidio. E se non fosse accaduta la tragedia di Colleferro, molto probabilmente, nessuno si sarebbe mai accorto che i due giovani, al contempo, vivevano come dei principi e intascavano il sussisio statale destinato ai più bisognosi.

Samanta Airoldi

Fonte: Adnkronos, Repubblica, La Stampa, Today

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui