Tutti e quattro gli accusati della morte di Willy Monteiro risultano essere beneficiari del reddito di cittadinanza, nonostante i brutti precedenti e lo stile di vita incentrato sul lusso.

 

Dalle indagini conseguenti all’omicidio di Willy Monteiro e condotte dagli investigatori emerge che Stefano Belleggia, Mario Pincarelli e i fratelli Marco e Gabriele Bianchi percepivano il reddito di cittadinanza. A riportarlo è La Stampa, che spiega come l’inchiesta patrimoniale portata avanti dalla Guardia di Finanza abbia certificato che i quattro vivevano nel lusso e quindi non avevano alcun diritto a ricevere il sussidio.

Gli indagati per la morte di Willy, quindi, oltre ad un già alto tenore di vita, potevano contare su una ulteriore entrata economica mensile, ottenuta indebitamente dallo Stato. Un elemento che non può non destare scalpore, anche perchè gli inquisiti apparirebbero esclusi dai parametri necessari per ricevere il sussidio sia per ragioni economiche che per via dei loro precedenti di polizia.

Già nelle scorse settimane era trapelata, tra l’altro, la notizia che anche Ruggero Bianchi, padre di Marco e Gabriele, usufruiva del reddito di cittadinanza.

Della vicenda si discute ora anche nelle nostre aule parlamentari: secondo Huffington Post, a sollevare la questione alla Camera è il capogruppo di Fratelli d’Italia Francesco Lollobrigida, che in una interrogazione al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo chiede chiarimenti sull’accaduto. Alla luce dei “numerosi precedenti per aggressioni e spaccio di stupefacenti“, dice Lollobrigida, “Ci si chiede come sia possibile che fosse loro corrisposto il reddito di cittadinanza“. Nel corso del suo intervento, il capogruppo di FdI sottolinea poi “l’annosa questione di un sussidio che è assegnato ed erogato senza alcun controllo da parte delle autorità preposte o Stato, già sollevata in numerose occasioni e a fronte delle frequenti notizie di cronaca che riportano che il beneficio sarebbe stato riconosciuto in favore di soggetti che non ne avevano diritto“, prima di chiedere al Ministro Catalfo quali contromisure abbia intenzione di prendere per scongiurare il ripetersi di casi come questo e “affinché i soggetti citati provvedano alla restituzione di quanto ingiustamente percepito“.

Lorenzo Palmisciano

Fonte: La Stampa, Huffington Post

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui