Morte di Willy, la psicologia della famiglia Bianchi è quella di Salvini, dice Carofiglio

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Duro scontro tra il leader della Lega Matteo Salvini e lo scrittore Gianrico Carofiglio che accusa il capo del Carroccio di avere la stessa psicologia degli aggressori di Willy Monteiro.

Duello televisivo a suon di accuse intervallate da sospiri e sorrisini quello combattuto tra il segretario della Lega Matteo Salvini e lo scrittore –  ex magistrato ed ex parlamentare del PD – Gianrico Carofiglio negli studi de La7 durante la trasmissione Di Martedì. Tutto è iniziato quando il capo del Carroccio ha fatto presente al conduttore della trasmissione che, oltre a parlare del suo imminente processo per la Open Arms dove il senatore leghista dovrà difendersi dall’accusa di sequestro di persona, ci sono altri problemi su cui sarebbe opportuno confrontarsi tra cui – in primis – la situazione delle scuole dove mancano circa 60mila insegnati, i docenti di sostegno, i banchi e le mascherine. Al ché lo scrittore Carofiglio è intervenuto e ha sostenuto che Salvini segue un copione: il copione tipico degli ambienti di Destra in America fatto di sospiri, sorrisini e un continuo sviare per evitare di  rispondere alle domande ritenute scomode: “Stiamo assistendo ad un’esibizione straordinaria di vittimismo politico. Anche il New York Times ha definito l’onorevole Salvini esperto di vittimismo politico. Salvini segue un copione, di cui fanno parte anche i sospiri e i sorrisi: un copione che circolava negli ambienti della Destra americana. il copione suggeriva di non rispondere alle domande ed è quello a cui stiamo assistendo: un’assenza di risposte e una ripetizione ossessiva di non-argomenti”.

Ma lo scrittore non si è fermato qui. Prima ha accostato la figura di Matteo Salvini a quelle dei familiari degli aggressori del 21enne Willy Monteiro Duarte, morto in seguito ad un pestaggio “Non voglio accostare Salvini ai familiari degli aggressori ma dico solo che dietro vi è la stessa psicologia“. Dopodiché ha rinvangato un episodio risalente al 2018, quando il segretario della Lega era a capo del Viminale: “Ricordo un episodio risalente al 2018, quando Salvini era Ministro dell’Interno e abbracciò un ultrà del Milan che era stato condannato a 4 anni per un pestaggio“.  Nel 2018, quando Salvini era al dicastero dell’Interno, Carofiglio – intervistato dalla Repubblica – aveva dichiarato: “Mi tranquillizza che al Ministero dell’Interno c’è una burocrazia di alto livello con un eccellente Capo della Polizia. Una buona burocrazia è sempre l’antidoto contro iniziative politiche poco meditate e costituzionalmente discutibili”

Samanta Airoldi

Fonte: La7, Repubblica

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