“L’omicida del sacerdote è un immigrato clandestino” dice il giornalista Rai. E viene contestato

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Un giornalista di un’emittente pubblica si è espresso con termini molto duri sulla morte di don Malgesini, ucciso da uno straniero.

 

 

L’assassinio di don Roberto Malgesini, il sacerdote comasco che operava per il bene degli “ultimi” ha lasciato un vuoto profondo in tutta la comunità. Il prete era conosciuto e amato da tutti i suoi parrocchiani – e non solo – perché la sua priorità era aiutare i più deboli, i meno fortunati, coloro che vivono ai margini. A ucciderlo la mano di uno squilibrato, secondo i media nazionali. Ma non tutti sono d’accordo con questa interpretazione dei fatti. C’è chi dissente e sostiene: “L’omicida è un immigrato clandestino, violento e mafioso. Gli immigrazionisti sui media cercano di derubricare l’ennesimo atto di violenza da parte dei migranti ma siamo tutti in pericolo”. L’autore di questo post pubblicato su Facebook non è uno tra i tanti indignati e addolorati per l’uccisione del sacerdote. No, si tratta di una voce conosciuta e autorevole: Andrea Romoli, giornalista del Tg2. Sotto il post di Romoli qualcuno – tal Simone Mercurio – ricorda che don Malgesini è stato ucciso proprio nel giorno della 27sima ricorrenza dell’assassinio di un altro sacerdote che aveva dedicato la sua vita ai più bisognosi: Padre Puglisi, ucciso per mano della mafia. E ribatte a Romoli che non fa alcuna differenza che l’omicida sia straniero o italiano: sempre di un criminale si tratta.

Ma Andrea Romoli precisa: il problema non sta nel fatto che l’omicida sia straniero ma che sia un immigrato clandestino con decreto di espulsione non eseguito. In pratica l’uomo che ha ucciso don Malgesini non doveva trovarsi in Italia in quel momento. Se il decreto di espulsione avesse avuto attuazione probabilmente il sacerdote sarebbe ancora nella sua comunità.

Le parole del giornalista del Tg2 non sono piaciute al suo collega de Il Fatto Quotidiano Giampiero Calapà che – riporta Open – ha commentato: “Andrea Romoli è un dipendente del servizio pubblico in quanto inviato del Tg2. I concetti che esprime sono sconcertanti. probabilmente accadeva anche prima ma con i social viene tutto amplificato e il declino del giornalismo italiano appare ormai evidente”.

Samanta Airoldi

Fonte: Open, Andrea Romoli Facebook

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