Robert DuBoise per 37 anni si è dichiarato innocente ma viene scagionato solo grazie al test del DNA effettuato di recente

 

Barbara Grams fu uccisa il 19 agosto 1983 all’ età di 19 anni. Lavorava nel centro commerciale di Tampa, faceva la cameriera e come ogni giorno, aspettava l’ora di uscita per sentirsi libera. Ad attenderla però non ci fu l’attesa libertà, bensì colui che l’ha  uccisa con dei colpi alla testa dopo averla violentata. Responsabile dell’omicidio – ricorda Fanpage – fu dichiarato Robert DuBoise, coetaneo della vittima il quale ha trascorso gli ultimi 37 anni  ad affermare la propria innocenza. In un primo tempo BuBoise fu condannato a morte, pena che nel 1988 fu annullata dalla Corte Suprema di Stato e ridotta all’ergastolo. Ma  a distanza di quasi quarant’anni si scopre che DuBoise ha sempre detto la verità: era innocente. A dimostrarlo è stato il test del DNA – all’epoca non utilizzato – richiesto due anni fa dal procuratore Andrew Warren e dall’avvocato Teresa Hall dell’unità revisione delle condanne. Attualmente Robert si trova presso il centro per condannati innocenti. Un uomo privato della sua libertà e dignità per anni ma che nonostante tutto non prova rabbia ma solo propensione al perdono. Un uomo adesso libero che non vuole lasciare spazio all’odio.

Secondo quanto riportato su Agi, dal 1992 al 2018 sono stati commessi in Italia ben 27.200 errori giudiziari, quasi 30mila innocenti costretti ad espiare colpe di coloro che, invece, sono rimasti fuori e che, talvolta, hanno anche proseguito a infrangere leggi. Tra questi, alcuni sono passati alla storia come Giuseppe Pinelli, l’anarchico ritenuto responsabile della strage di Piazza Fontana. Il 15 dicembre 1969 l’uomo precipitò dalla finestra del quarto piano dove avvenne l’interrogatorio. Il lancio nel vuoto passò per “suicidio” e nel 2005 la Corte di Cassazione dichiarò colpevoli Franco Freda e Giovanni ventura di Ordine Nuovo. Sorti diverse invece per Michele Tedesco, imprenditore pugliese arrestato nel 1997 poiché dei pentiti hanno fatto il suo nome in carcere, ma lui si è sempre dichiarato estraneo agli ambienti di stampo criminale. Dopo nove anni di calvario, Michele torna alla normalità da innocente quale è sempre stato, ma lui stesso ha dichiarato che condurre una vita normale dopo essere stato macchiato di un crimine anche se non è avvenuto, è umanamente impossible.

Fonte: Fanpage, Agi

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