La sorella di Willy: “Non tornava, gli ho telefonato, non rispondeva. Stava morendo”

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Milena, la sorella di Willy Monteiro, ricorda la notte in cui il fratello è stato ucciso: “Prima di uscire mi ha dato un bacetto, lo faceva sempre”.

 

 

Diciannove anni, due in meno del fratello, e un dolore difficile da mandare giù. Milena, la sorella di Willy Monteiro Duarte, ripercorre con la mente le ultime ore del fratello, in quella notte che glielo ha portato. Stringe al petto la maglia della Roma con il nome di Willy stampato sulla schiena e piena di autografi dei calciatori, un dono ricevuto mercoledì a Frosinone, dove alla presenza del sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna i giocatori giallorossi hanno voluto rendere omaggio alla memoria del ventunenne ucciso una sabato scorso. La Repubblica riporta le sue parole:  “Sabato notte Willy, come faceva sempre, appena uscito dal lavoro nell’hotel di Artena è venuto a casa. Si è fatto la doccia, si è cambiato e poi è uscito con gli amici, ragazzi di qui, di Paliano, che conosce da una vita. Saranno state le undici e mezza, m’è passato vicino e mi ha dato un bacetto, lo faceva sempre. Ed è andato via“.

Racconta del legame forte che la univa a Willy, mentre cammina in testa alla fiaccolata organizzata in onore del fratello: “Io e mio fratello siamo sempre stati molto uniti, ci sono solo due anni di differenza tra me e lui. E da quando siamo piccoli, visto che i nostri genitori hanno sempre lavorato, eravamo sempre fissi insieme. Io e lui“. Lei e Willy, che Milena descrive come un ragazzo preciso, parlando al sindaco e al parroco di Colleferro. Non rientrava mai più tardi delle due e mezza, spiega, ma “Sabato mi sono accorta che a quell’ora non era ancora rientrato. Non era nel suo letto e mi sono cominciata ad agitare. Non so neanche io perché, era comunque sabato e ci stava che tardasse. Anche se, dovendosi alzare la mattina per andare a lavorare, non sgarrava quasi mai. Ho resistito un po’ rigirandomi nel letto e poi sono andata dai miei genitori e lo abbiamo chiamato. Credo che saranno state le tre. Il telefono squillava, Willy non rispondeva“.

E stando alle ricostruzioni fornite dai testimoni e fin qui adottate come attendibili dalla Procura di Velletri, proprio mentre il suo telefono squillava a vuoto – accrescendo l’apprensione della sorella – Willy veniva picchiato fino alla morte dal gruppo dei quattro ragazzi di Artena. Intanto, come spiega Il Fatto Quotidiano, per la mattinata di sabato sono fissati i funerali di Willy, con il papà del ragazzo che ha chiesto a chi vi prenderà parte di “indossare una maglietta bianca per l’ultimo saluto“. Sarà presente anche Domenico Alfieri, sindaco di Paliano, che si fa portavoce delle richieste della famiglia: “i genitori e la sorella di Willy non vogliono vendetta, ma giustizia“, spiega. Vietato quindi qualsiasi tipo di ripresa durante il rito, niente telecamere, smartphone o tablet, soltanto un momento di riflessione e raccoglimento.

Fonte: Repubblica, Il Fatto Quotidiano

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