“Willy è stato ucciso perché nero. Il Fascismo in Italia è un’emergenza” dice Rula Jebreal

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Per Rula Jebreal, giornalista e scrittrice palestinese con cittadinanza israeliana e italiana, il giovane Willy Monteiro è stato “trucidato perché aveva la pelle nera”. Ma sul movente a sfondo razzista, non tutti ci stanno.

 

Quanti devono morire prima che la politica affronti questa pandemia assassina? Non parla dell’emergenza sanitaria Rula Jebreal, ma del “razzismo, dell’incitamento al odio e della violenza di matrice fascista” che in Italia sono “un’emergenza sociale che denuncio da anni”. Così sul suo account Twitter la giornalista e scrittrice palestinese con cittadinanza israeliana e italiana, per la quale il giovane Willy Monteiro è stato “trucidato perché aveva la pelle nera”. Ma sul movente dell’omicidio a sfondo razzista, non tutti ci stanno.

Mentre tanti followers plaudono l’intervento della giornalista sul social network, una parte consistente l’accusa di voler strumentalizzare l’episodio, facendolo diventare una questione politica. L’affondo di Jebreal arriva dopo la polemica frase – riportata dal Giornale – che sarebbe stata pronunciata da un parente di uno dei quattro giovani che hanno picchiato e ucciso Willy: “In fin dei conti cos’hanno fatto? Niente. Hanno solo ucciso un extracomunitario“. A udire queste parole, nella caserma dove erano stati trasferiti gli accusati, sarebbero stati alcuni testimoni che avrebbero poi riferito ai militari.

Che sia realmente stata pronunciata o meno, la frase dei famigliari, impregnata di razzismo, ha fatto il giro del web e ha causato la reazione di molti giovani di origini straniere. Il rapper milanese di origini tunisine Ghali, che in un post su Instagram chiede “Giustizia per Willy Monteiro Duarte”, ricorda che il giovane era intervenuto per calmare una rissa, ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più, ucciso, dice Ghali, “dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo”, un problema ricorrente in Italia e che ha ricordato al giovane rapper alcuni episodi della sua vita in cui, confessa, “l’ho scampata per un pelo” e in cui, prosegue “chiedi pietà e il perché, sperando di riuscire a rialzarti da terra”.

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Giustizia per Willy Monteiro Duarte. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”. È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy 🤞🏽 #giustiziaperwilly

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Se da una parte è vero che il clima feroce che si respira di questi tempi contribuisce ad aumentare il livello della violenza nelle città, è anche vero che ridurre la problematica alla questione razziale o politica può essere fuorviante. A sostenerlo Roberto Saviano che, in un post su Instagram, si dice convinto che “sbagliamo ad applicare le categorie dello scontro politico a un episodio di violenza che ci mostra qualcosa di infinitamente più grave”, perché “quando parliamo di odio razziale, sappiamo che non è questa la spiegazione per la morte di Willy. Quando parliamo dell’orientamento politico degli aggressori e dei loro muscoli, sappiamo che manca qualcosa”. Qualcosa che, per lo scrittore campano, deve necessariamente essere affrontata con un confronto profondo, partendo da un serio dibattito politico.

Fonte: il Giornale, Twitter Rula Jebreal, Instagram Ghali, Instagram Roberto Saviano

Thais Palermo

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