Willy, 20 minuti di agonia. L’ultima carezza da un Carabiniere, prima di morire

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Il 21enne Willy Monteiro Duarte preso incessantemente a calci e pugni per ben 20 minuti. La sua morte è stata un’agonia.

 

Sono circa le tre di sabato notte quando la moglie del comandante della stazione dei carabinieri di Colleferro – periferia Sud di Roma – sente delle grida strazianti provenienti dal vicino parco. A quel punto la donna sveglia il marito che corre in strada. Quello che si trova davanti è un ragazzino di 21 anni, minuto, steso a terra agonizzante. L’uomo cerca di rassicurarlo, lo accarezza, dicendogli che i soccorsi arriveranno presto. il militare si è trovato a dover gestire tutto da solo perché i presenti erano talmente terrorizzati dalla scena che non sono nemmeno riusciti a chiamare prontamente i soccorsi. E la fine ormai la conosciamo tutti: per Willy Monteiro Duarte non c’è stato nulla da fare, il giovane è morto per i pugni e i calci ricevuti. Dai primi esami medici è emerso infatti che i colpi inferti hanno provocato al ragazzo una frattura alla testa e un’emorragia all’addome. Quella di Willy – spiega Il Giornale – è stata un’agonia lunga 20 minuti. I venti minuti più lunghi di tutta la breve vita del ragazzo da quanto devono essere stati atroci. Willy si trovava in una pizzeria della Capitale insieme ad alcuni amici.

Il gruppetto sarebbe uscito dal locale intorno alle 2.40 di notte ed è stato a quel punto che Willy si è accorto che un suo ex compagno di scuola stava subendo un’aggressione da parte di 4 ragazzi. Da quanto poi raccontato dagli aggressori, a scatenare la lite sarebbe stata una questione di gelosia per un like sui social verso una ragazza. Il giovane Monteiro però non ci avrebbe pensato un attimo ad intervenire per carcare di sedare la rissa. Accorso in aiuto del suo amico avrebbe cercato di separarlo dal 22enne Mario Pincarelli ma a quel punto sarebbero intervenuti a dare man forte a quest’ultimo altri 3 giovani: Francesco Belleggia di 23 anni e i fratelli Marco e Gabriele Bianchi di 24 e 26 anni. I quattro avrebbero colpito Willy prima con un calcio alla pancia, poi con un pugno alla testa e lo avrebbero messo a terra: dopo 20 minuti di furia violenta il 21enne è rimasto esanime sull’asfalto. Ma anche una volta stramazzato e privo di capacità di reazione, i quattro aggressori – tutti palestrati – avrebbero continuato a colpire duro. Dopo essere fuggiti, sono stati trovati dopo neanche due ore in un locale di proprietà della famiglia dei due fratelli Bianchi. Nel frattempo avevano già messo sui social dei video umoristici.

Al momento – riporta Il Fatto Quotidiano – per tre di loro è stato convalidato il fermo mentre per Francesco Belleggia – seppur accusato da alcuni testimoni – sono stati disposti gli arresti domiciliari. Quest’ultimo avrebbe fornito una ricostruzione dei fatti molto distante da quella riportata dai suoi tre amici. Infatti Belleggia ha dichiarato di aver visto uno dei due fratelli Bianchi colpire Willy mentre gli altri tre hanno continuato a ripetere di non aver neppure toccato Willy.

Samanta Airoldi

Fonte: Il Giornale, Il Fatto Quotidiano

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