Pestaggio a morte di Willy, parla la madre dei fratelli Bianchi: “Non giudicate da una foto”

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Antonietta Di Tullio, la madre di Gabriele e Marco Bianchi, i due fratelli accusati di omicidio preterintenzionale per aver ammazzato a botte il ragazzo capoverdiano Willy, si dispiace per la famiglia del ragazzo. Ma crede nell’innocenza dei figli.

È infranta la madre di Gabriele e Marco Bianchi, i due fratelli accusati di omicidio preterintenzionale per aver ammazzato a botte il ragazzo capoverdiano Willy Monteiro Duarte. “Mi vergogno per gli assassini di Willy”, dice in lacrime al Corriere della Sera Antonietta Di Tullio, “ma i miei figli non sono i mostri che avete descritto e la piena verità su di loro verrà fuori!”. La donna, insieme al marito e ai famigliari, è chiusa da domenica nella sua villa di Artena. Dice di non sentirsi in colpa, anche perchè è permeata da un profondo senso della giustizia. “I miei figli devono pagare se hanno sbagliato, qualunque cosa hanno fatto, ma non per quello che non hanno fatto. La giustizia deve andare fino in fondo“. La vita di Antonietta non è mai stata facile. Madre di quattro figli – il primo avuto alla tenera età di 22 anni – ha lavorato nelle serre non appena ha finito la terza media. Ai figli Marco e Gabrielle diceva sempre di non abusare della loro arte marziale, di stare lontani dai guai. “Sono una mamma ansiosa, confessa Antonietta, di quelle che non prendono sonno finché non rientrano tutti a casa”. Per questo non voleva che i figli facessero i combattimenti, per paura che si facessero male. E anche per questo ammette, a malincuore, che Marco e Gabrielle hanno sbagliato a finire in questa situazione, e per ciò devono pagare. “Parlo come mamma di quattro figli, nessun genitore può sopportare un dolore simile, si sfoga la donna. Il primo pensiero al mattino è incrociare il viso del figlio e nessuno al mondo merita una simile atrocità”.

Nessuno, soprattutto la madre del giovane Willy Monteiro Duarte, ucciso a botte a Colleferro, tra sabato e domenica, tentando di difendere un amico. Per questo il pensiero della madre dei fratelli Bianchi va anche alla famiglia del ragazzo di origine capoverdiane rimasto ucciso. “Se penso alla mamma di Willy sto male. Vorrei darle tutto il mio cordoglio, mandarle un abbraccio, ma a che servono le parole? So che la sua vita è distrutta e niente sarà più come prima”. Antonietta si aggrappa disperatamente al vissuto familiare che ha con i due figli accusati i quali, nell’intimità, non avrebbero niente a che fare con l’immagine di picchiatori e violenti che hanno di loro più persone a Colleferro. “Non sono così – difende la madre. Li giudicate per come appaiono su Facebook ma quelle sono stupidaggini”. E sulle altre denunce per rissa a carico dei due figli, la donna ammette che è vero, che “hanno fatto a botte”, ma solo con adulti, “gente come loro”, dice. Ma che “non se la sarebbero mai presa con un ragazzino”. Sono comprensibili i tentativi di una madre di scagionare due figli che, a quanto pare, hanno scelto una strada sbagliata nella vita. È probabile che, così come per i genitori di Willy Monteiro, niente sarà più come prima neanche per la famiglia Bianchi. Anche se una speranza per Antonietta c’è.

Le indagini sono aperte e ci sono capovolgimenti su quella che sarebbe la verità dei fatti. Infatti secondo la versione di alcuni giovani presenti alla rissa, riportati da TGCom 24, i fratelli Bianchi potrebbero non essere i responsabili materiali della morte del ragazzo. Si parla di due supertestimoni della rissa di Colleferro. Si tratta di amici del gruppo dei quattro giovani arrestati – tra cui i due fratelli – che forniscono una prima, completa ricostruzione della vicenda finita in tragedia lo scorso sabato. Stando al loro racconto, Francesco Belleggia, karateka, avrebbe sferrato il calcio mortale a Willy. Se confermata dalle indagini dei carabinieri, questa testimonianza potrebbe ridefinire le responsabilità Gabriele e Marco Bianchi. E forse la loro madre potrebbe tirare un sospiro di sollievo.

Fonte: Corriere della Sera, TGCom 24

Pubblicato da Leggilo.Org su Mercoledì 9 settembre 2020

 

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