Willy è morto in quel modo per colpa della cultura fascista che c’è in Italia dice Chiara Ferragni

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Sulla morte del giovane Willy Monteiro è intervenuta anche l’influencer Chiara Ferragni che punta il dito contro una certa cultura – a suo dire – ancora molto diffusa in Italia.

 

 

Sulla morte del giovanissimo Willy Monteiro – massacrato di calci e pugni da un branco di quattro ragazzi nella notte tra sabato e domenica – è intervenuta anche l’ imprenditrice Chiara Ferragni, divenuta famosa in tutto il mondo grazie al suo blog di moda The Blond Salad. La nota influencer di moda- riferisce La Stampa – attraverso storie Instagram, strumento da lei molto utilizzato, ha espresso il suo cordoglio e fatto le condoglianze alla famiglia del ragazzo. Ma non si è limitata a questo.

Ferragni si è soffermata sulla ricostruzione dell’omicidio da parte dei media che, a suo dire, stanno trascurando un aspetto importante: quel certo tipo di “cultura” che ha spinto il branco ad accanirsi contro un ragazzo da solo e, per di più, gracile e anche di colore. In una storia Instagram scrive Ferragni: “Due giorni fa è stato ucciso Willy Monteiro, italiano 21enne dalla pelle nera, da un gruppo di 4 fasci che l’hanno ammazzato a calci. I giornali si sono prodigati a estremizzare l’avvenuto in due modi: 1- umanizzando gli aggressori;  2 – mettendo tutta la colpa sulle arti marziali che praticavano. I giornali però non mettono il loro focus sul fascismo e sulla cultura predominante nella vita di queste persone. Addirittura c’è che si propone di eliminare queste arti marziali per risolvere il problema. Ma il problema lo risolvi cambiando e cancellando la cultura fascista e sempre resistente in questo Paese”.

Chiara Ferragni e la morte di Willy: omicidio figlio della cultura fascista predominante in Italia

Intanto – riferisce Il Fatto Quotidiano – il gip di Velletri ha convalidato il fermo per tre degli aggressori di Willy. Restano in carcere i fratelli Marco e Gabriele Bianchi e Mario Pincarelli. Mentre sono stati disposti gli arresti domiciliari per Francesco Belleggia. Quest’ultimo, nel corso degli interrogatri di garanzia che si sono svolti ieri nel carcere di Rebibbia, avrebbe fornito una versione dei fatti molto diversa da quella degli altri tre ragazzi.

Samanta Airoldi

Fonte: La Stampa, Spaghettipolitics Instagram, Il Fatto Quotidiano

 

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