Gioele, gli animali potrebbero essere stati i veri colpevoli della sua morte

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Oggi a Messina l’autopsia del piccolo Gioele: forse, la sua morte è stata causata dagli animali selvatici.

Gioele 26 agosto 2020

E’ giunto il momento per gli investigatori di fare finalmente luce sulla tragica vicenda di Gioele, il bimbo ritrovato morto assieme alla madre il 18 agosto sulla montagna di Caronia dopo una drammatica ricerca che ha impegnato per mesi forze dell’ordine e volontari. Questa mattina infatti i medici hanno iniziato le procedure di autopsia sul corpo del bambino presso il Policlinico di Messina: secondo le ultime informazioni rivelate proprio dall’equipe di dottori – riferisce La Repubblica – pur non escludendo tassativamente nessuna pista, gli specialisti sono convinti che a causare la morte di Gioele potrebbero essere stati delle bestie selvatiche: l’area di Caronia infatti dove sono stati rinvenuti i cadaveri è un luogo popolato da varie specie di animali selvaggi, alcuni pericolosi per l’uomo come cani randagi e cinghiali. Del team che si occupa dell’autopsia fanno parte i medici legali Daniela Speranza ed Elvira Ventura ma anche due zoologi, i dottori Rosario Fico e Rita Lorenzini che saranno in grado di accertare se ed eventualmente quali animali possono aver aggredito il bimbo durante la fuga con la madre tra i boschi.

L’autopsia della madre di Gioele, Viviana Parisi, ha dato ben altri risultati: la donna è infatti morta in seguito ad un violento impatto che ha causato lesioni alle ossa ed alla colonna vertebrale, forse una caduta. Gli inquirenti suppongono che Viviana possa essere caduta da un traliccio vicino al luogo del ritrovamento dei corpi – riporta Il Giornale. Un’altra ipotesi vagliata dagli inquirenti è che l’impatto in auto possa aver ferito in modo fatale madre e figlio che sono riusciti in qualche modo a raggiungere i boschi prima di soccombere alle loro lesioni: “Il caso è davvero complicato: per il momento, possiamo solo fare delle stime approssimative”, afferma l’entomologo Stefano Vanin, consulente del Pubblico Ministero. Le uniche indiscrezioni filtrate dal team di medici comunicano che un’esame ha evidenziato la presenza di pietruzze nel corpo del piccolo.

Nel frattempo, le ricerche nell’area proseguono: i magistrati sono convinti di poter trovare altre tracce del bimbo per ricostruire cosa è successo davvero quella fatale sera in cui si è consumata la tragedia: “Abbiamo fatto un sopralluogo con il magistrato a tarda sera per capire se è davvero possibile avventurarsi per quel tratto di boscaglia a piedi e di notte. E’ un percorso molto difficile”, dice Pietro Venuti, legale della famiglia che forse sospetta il coinvolgimento di terzi nella tragedia. Anche il padre di Viviana Luigino Parisi che attende i risultati dell’autopsia presso il Policlinico è scettico e sostiene che le ricerche non sono state svolte nel migliore dei modi: “C’è stata tanta superficialità durante le indagini”, afferma l’uomo, insoddisfatto dell’operato delle forze dell’ordine. L’area in cui sono scomparsi ed in seguito morti madre e figlio è molto vasta e gli investigatori stanno faticando non poco nel ricostruire l’esatta dinamica dei fatti: forse, l’autopsia di Gioele potrà fornire loro una nuova chiave di lettura per quello che è a tutti gli effetti ancora un mistero.

Fonte: La Repubblica, Il Giornale

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