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Morte di Viviana Parisi, i dubbi su Gioele: non era accanto alla madre. E poteva essere salvato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:15
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 La famiglia di Viviana Parisi deposita un esposto per accertare le omissioni nelle ricerche della donna e del figlioletto di 4 anni. Oggi l’autopsia sui resti di Gioele.

Viviana Parisi è morta il 3 agosto, giorno stesso della sua fuga. Il 4 agosto mattina il suo corpo era già lì, vicino al traliccio, dove sarebbe stato trovato l’8 agosto. Ma gli esperti dei Vigili del Fuoco che hanno analizzato le immagini riprese dai droni non se ne sono accorti. A scoprirlo, invece, un consulente, geologo forense incaricato dalla Procura di Patti, che sta riesaminando le immagini riprese durante quei giorni. La notizia, resa nota ieri in un comunicato del Procuratore di Patti, Angelo Cavallo, a capo dell’indagine sulla morte di Viviana e Gioele, ha causato l’indignazione della famiglia della dj  che da settimane mette in dubbio l’efficienza delle operazioni ufficiali di ricerca e contesta tassativamente l’ipotesi del suicidio di Viviana seguito dall’omicidio del figlioletto.

Sul comunicato del procuratore, i legali di Luigino Parisi, padre di Viviana, incalzano: “Quanto è accaduto è gravissimo – dichiarano Nicodemo Gentile e Antonino Cozza – se il corpo fosse stato trovato prima si sarebbero potuti fare altri accertamenti per scoprire la verità. Magari, il bambino poteva anche essere vivo il giorno dopo” – riferisce la Repubblica. Quanto ipotizzato dai legali di Parisi è verosimile. Infatti, in quelle immagini analizzate dal consulente della Procura non si vede il corpo di Gioele, che è stato trovato il 19 agosto relativamente vicino al cadavere della madre. Che cosa potrebbe significare ancora non è possibile saperlo. Forse il bambino, già morto, era stato adagiato dalla madre dove poi è stato ritrovato, a circa 300 metri dal suo corpo. Oppure poteva essere vivo, ed essersi nascosto nella boscaglia. Ma sia la causa della morte di Gioele sia il periodo in cui è morto restano una incognita, che l’autopsia che verrà realizzata oggi sui suoi resti potrebbe iniziare a chiarire. Come ha informato il procuratore di Patti, per la realizzazione dell’esame autoptico, nonché di accertamenti genetici e morfologici di vario tipo, verrà conferito l’incarico a un pool di esperti, ognuno dotato di specifica professionalità. Medici legali, entomologi, zoologi, genetisti, lavoreranno insieme per scoprire cosa sia successo a Gioele, e quando.

La gravità di quanto emerso ieri dalle indagini e comunicato dalla procura sembra sia stata colta anche dal procuratore di Patti Angelo Cavallo, che nella sua nota ha preso le distanze dall’operato dei Vigili del Fuoco. “Le ricerche delle vittime – spiega Cavallo – sono state coordinate dagli organi competenti, diversi da questa Procura, e sono rimaste ben distinte dalle attività investigative giudiziarie finalizzate alla ricostruzione dell’intera vicenda“.

 

Il comunicato di Cavallo – riporta Fanpage – sembra inoltre rispondere ai quesiti posti dalle famiglie Mondello e Parisi che si sono sempre interrogati sull’efficienza delle operazioni di ricerca. E ora si sono decisi a muoversi giuridicamente. Poche ore prima che il comunicato della Procura fosse reso pubblico, l’avvocato Pietro Venuti, legale di Daniele Mondello si era presentato negli uffici della Procura per depositare un esposto, contro ignoti, nel quale vengono evidenziati i ritardi e le omissioni nelle ricerche. A riportarlo, il Corriere della Sera.

 

Fonti: Repubblica, Fanpage, Corriere della Sera