L’esposto “urgente” per salvare la vita al piccolo Evan è stato letto dopo 15 giorni

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 Il padre del piccolo Evan aveva presentato una denuncia arrivata però troppo tardi in Procura. Il bambino, forse, sarebbe potuto essere salvato.

 

E’ morto – secondo gli inquirenti – sotto le percosse del patrigno Salvatore Blanco e forse anche della madre Letizia Spatola: Evan Lo Piccolo non aveva nemmeno due anni. Il bambino è arrivato in condizioni gravissime in ospedale lunedì scorso con ematomi su tutto il corpo e un sospetto trauma cranico. La nonna del piccolo aveva presentato un esposto per maltrattamenti, consapevole delle violenze a cui il bambino era sottoposto in famiglia. Ma l’ultimo dettaglio emerso durante le indagini sulla tragedia è ancora più incredibile: il padre naturale di Evan Lo Piccolo, Stefano Lo Piccolo, aveva infatti presentato un secondo esposto – bollato come “urgente” – che però ha impiegato quindici giorni soltanto per arrivare tra le mani dei magistrati della Procura di Genova, dove l’uomo viveva e lavorava. Due settimane che sono state fatali: Evan era ancora vivo quando l’esposto è stato presentato e se fosse arrivato in maniera più celere a chi di dovere, forse il dramma si sarebbe potuto evitare consentendo alle Forze dell’Ordine di intervenire.
La denuncia era stata presentata alla Procura di Genova dalla legale di Stefano Lo Piccolo il 6 agosto. E’ stata messa “in spedizione” il 14 agosto, vigilia del sabato di Ferragosto. Partita materialmente lunedì 17 agosto, poche ore prima che Evan arrivasse senza vita in ospedale, ci ha messo altri quattro giorni ad arrivare a Siracusa.

Il procuratore aggiunto di Genova Francesco Pinto – riferisce La Repubblica – difende però l’operato della Procura: “Siamo addolorati per la tragedia ma i miei colleghi hanno operato con rapidità: ho ripercorso l’iter dell’esposto in questi giorni e la procedura è stata veloce”. Secondo il procuratore, l’esposto è arrivato ai suoi colleghi rapidamente ed è stato Stefano a sbagliare: “Il problema è che il documento ha impiegato altri quattro giorni per arrivare a Siracusa: quello non dipende da noi. In casi di emergenza come questo, si può saltare l’iter presentandosi direttamente da un pubblico ministero, esponendo i fatti”. Tuttavia l’esposto su Evan Lo Piccolo conteneva nel dettaglio le gravissime accuse verso la sua famiglia tra cui foto dei lividi del bimbo e screenshot delle minacce ricevute dal padre naturale che era lontano per lavoro quando si è consumata la tragedia.

“Non tutte le denunce hanno lo stesso grado di importanza: fossimo stati messi immediatamente al corrente della gravità della situazione, avremmo informato i nostri colleghi di Siracusa che sarebbero intervenuti in codice rosso”- prosegue il procuratore ricordando a chi dovesse trovarsi in situazioni analoghe che presentarsi di persona in Procura per parlare con un pubblico ministero è la cosa migliore da fare se ci sono concreti rischi per l’incolumità di qualcuno.  Il fascicolo è arrivato a destinazione venerdì 21 agosto: ha raggiunto via raccomandata Siracusa quattro giorni dopo la morte del bimbo avvenuta all’ospedale di Modica.

Nel frattempo, la procura di Siracusa ha disposto il fermo per la madre ed il patrigno del bambino – riporta Fanpage: dopo l’interrogatorio, le Forze dell’Ordine effettueranno un sopralluogo nell’abitazione dei due per cercare qualsiasi prova che possa risultare utile all’indagine: “Quando accaduto rappresenta il fallimento di una famiglia: proviamo sgomento e rabbia, è un’enorme follia”, ha commentato il sindaco di Rosolina Giuseppe Incatasciato che ha anche avviato una raccolta fondi assieme ai suoi concittadini per aiutare il padre Stefano ad organizzare il funerale: “Quello che possiamo fare adesso è dare un funerale degno ad Evan”, l’appello lanciato dal primo cittadino.

Fonte: Repubblica, Fanpage

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