A Catania è stato eseguito il primo trapianto di utero d’Italia. la donatrice era una donna cerebralmente morta. Oltre all’Italia, in Europa, solo la Svezia effettua questo tipo di intervento.

Un passo importante per la sanità del nostro Paese: è stato eseguito il primo trapianto di utero d’Italia. L’operazione è stata effettuata al Centro Trapianti del Policlinico di Catania in collaborazione con l’Azienda ospedaliera Cannizzaro. La ricevente è una ragazza di 30 anni mentre la donatrice una donna di Firenze a cui era stata certificata la morte cerebrale.
Cinque equipe hanno operato nel capoluogo toscano. La donazione ha riguardato anche polmoni, fegato, pancreas e reni, dando una nuova vita ad altre donne.

Il professor Paolo Scollo, dell’ospedale Cannizzaro ha dichiarato alla Repubblica: “Siamo gli unici in Italia ad essere autorizzati a questo tipo di trapianto. E’ un motivo di grande orgoglio per tutto il Paese. La testimonianza di un ‘miracolo umano’ che restituisce vita grazie alla estrema generosità di una paziente”. Il professor Scollo spiega inoltre che, in tutta Europa, oltra all’Italia, soltanto la Svezia esegue questo tipo di trapianto. In Italia, per il momento, la donatrice deve essere necessariamente morta sotto il profilo cerebrale mentre in altre parti del mondo sono ammesse anche donatrici viventi. Al momento nel nostro Paese ci sono ben 15 donne in attesa di ricevere un nuovo utero.

L’iter che ha portato a questo risultato – spiega SkyTg24 – è iniziato nel 2018, quando l’Istituto Superiore di Sanità e il Centro nazionale Trapianti hanno approvato il protocollo sul primo programma sperimentale di trapianto di utero da donatore deceduto. Nello stesso anno il Centro Trapianti del Policlinico di Catania ha iniziato la valutazione di idoneità delle prime candidate per questo tipo d’intervento. Sono state prese in considerazione donne di età compresa tra i 18 e i 40 anni, affette dalla sindrome di Mayer-Rokitansky o da una malformazione dell’utero oppure anche pazienti  a cui era stato asportato chirurgicamente l’utero purché per cause non tumorali.

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, SkyTg24

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