Home Sport Alex Zanardi, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi. Guarirà davvero?

Alex Zanardi, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi. Guarirà davvero?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:42
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Il punto sulle condizioni di Zanardi, a due mesi dall’incidente. L’Italia tifa per lui: quali speranze per la riabilitazione?

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L’incidente che due mesi fa, il 19 giugno, ha coinvolto Alex Zanardi ha stretto tutta l’Italia attorno al suo campione. L’atleta paralimpico, infatti, è uno di quei personaggi in grado di mettere d’accordo anche le persone più distanti tra loro: la sua forza, la sua voglia di vivere, la sua reazione dopo il tragico incidente che nel 2001 lo ha privato delle gambe, il suo sorriso sono valori che non si possono ignorare, che colpiscono ognuno di noi.

E’ senz’altro per questo che, in questi 60 giorni, un po’ tutti noi abbiamo seguito con attenzione le novità sulle sue condizioni che arrivavano dai bollettini medici, pur nel rispetto della riservatezza chiesta, giustamente, dai familiari di Alex.
E’ di ieri la notizia, comunicata dall’Ospedale San Raffaele, di miglioramenti clinici significativi nel quadro diagnostico di Zanardi. A meno di un mese dal ricovero del 24 luglio – e dopo un ennesimo, delicatissimo, intervento – i medici della struttura hanno deciso di trasferire Alex, che, come riporta Repubblica ora è “trattato con cure semi-intensive presso l’Unità Operativa di Neurorianimazione, diretta dal professor Luigi Beretta“.
Ma quali sono le speranze che possiamo nutrire per il futuro del campione di handbike? Il passaggio alle cure semi-intensive rappresenta senz’altro un segnale positivo: le funzioni vitali dei pazienti in queste condizioni, infatti, non sono più direttamente sostenute dall’ausilio di macchinari, anche se chiaramente sono sotto costante monitoraggio. A spiegarlo è la dottoressa Rita Formisano, Primario di Neuroriabilitazione presso la Fondazione Santa Lucia di Roma, intervistata dal Corriere della Sera

La dottoressa, è bene sottolinearlo, non si occupa direttamente del caso di Alex, ma vanta un’importantissima esperienza nel settore neuroriabilitativo e può quindi tracciare un quadro generale partendo dalle informazioni oggi disponibili. Secondo Formisano, pazienti nelle condizioni di Zanardi non devono necessariamente essere tenuti in coma farmacologico, mentre per quanto riguarda le prospettive riabilitative, esistono “neuroriabilitazioni di alta specialità che, attraverso un’equipe multidisciplinare, sono in grado di guidare il recupero della respirazione e della deglutizione per tornare all’alimentazione per bocca“.

Inoltre, c’è la possibilità di lavorare sul recupero della coscienza, con l’obiettivo di raggiungere una riabilitazione “non solo motoria ma anche neuropsicologica”. Come sempre, purtroppo, in casi tanto complicati, l’esito delle cure non può essere previsto con certezza. Quel che è sicuro è che i tempi saranno lunghi: la dottoressa Formisano, infatti, ripete che si debba ragionare nell’ordine dei mesi, non certamente delle settimane.

Ci sarà, quindi, ancora molto da lottare, per Zanardi. Ma la speranza, prima di tutto della sua famiglia e poi di tutti noi, è che ancora una volta Alex superi se stesso e vinca la gara più importante.

Fonti: La Repubblica, Il Corriere della Sera