Gioele, la sua morte e il suo inspiegabile ritrovamento restano un mistero

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Il resti di Gioele sono stati ritrovati. Ma troppo tardi. E’ la denuncia del padre Daniele Mondello.

 

La ricerca di Gioele si è conclusa. L’epilogo era prevedibile ma resta comunque sconvolgente. I resti del bambino sono stati ritrovati vicino al traliccio dove era pervenuto anche il corpo della madre Viviana Parisi. Ma è possibile che lo stato in cui è stato ritrovato il corpo di Gioele – dilaniato e smembrato – non permetterà mai agli inquirenti di arrivare alla verità dei fatti. Ben 16 giorni ci sono voluti per trovare quei resti, rinvenuti da un carabiniere in congedo che aveva risposto all’appello sui social di Daniele Mondello a partecipare alle ricerche di Gioele.  I resti si trovavano a breve distanza da dove è stato trovato il corpo di Vivina, nei pressi di un traliccio. Ma con le ricerche a tappetto che si sono fatte nella zona, come è possibile che il corpo non sia stato ritrovato prima? Decine di vigili del fuoco si sono dispiegati su un’area di centinaia di ettari, con droni e squadre cinofile, per due settimane di fila. Le operazioni erano coordinate dalla prefettura di Messina che aveva attivato il piano provinciale di intervento per la ricerca di persone scomparse, e non si escludeva l’aiuto dell’esercito. Sull’appello di solidarietà lanciato da Daniele il procuratore di Patti Angelo Cavallo si era espresso con poche parole e senza entusiasmo, arrivando a dire che le persone avrebbero fatto un percorso autonomo e non si sarebbero unite alla Protezione civile perché sarebbero d’ostacolo alle indagini.

La ricostruzione sul luogo di ritrovamento – avvenuto dove le ricerche non si erano ancora inoltrate – non convince gli investigatori, che già nelle prime ore del di ieri hanno dichiarato che “con ogni probabilità il corpo del bambino è stato trascinato qui solo di recente”.  Il vicecomandante del comando provinciale dei vigili del fuoco di Messina Ambrogio Ponterio ha affermato che “le zone vanno esaminate a vari livelli, ci sono livelli in cui si cerca una persona viva, ci sono livelli in cui si cerca qualcosa di più con un’altra intensità. Poi ci sono livelli in cui si cercano parti introvabili e si va con un’altra intensità di ricerca che comunque è stata fatta”. Si deve quindi dedurre, da questa affermazione, che in 16 giorni gli investigatori si erano concentrati soprattutto sul livello in cui si cerca una persona viva? I ricercatori non avevano allora esplorato i “livelli in cui si cerca qualcosa di più con un’altra intensità”, ovvero, i cadaveri, o i resti di una persona? E in mezza giornata un carabiniere in pensione è riuscito ad arrivare a questi “altri livelli”? L’ipotesi che il corpo del bambino sia stato trascinato solo di recente non convince tutti. È scettico infatti il giornalista Salvo Sottile, esperto di cronaca: “La maglietta del bimbo era lì, a 200 metri dal corpo della mamma e nessuno l’aveva vista?“, si chiede Sottile – riporta il Giornale.  Salvo Sottile non è l’unico a non accontentarsi delle risposte fornite dalle autorità. Stamattina, Daniele Mondello, sul suo profilo Facebook, ha voluto ringraziare il signore che ha trovato suo figlio, ma ha anche espresso i suoi dubbi sui metodi adottati per le ricerche, da parte delle forze dell’ordine.

Nonostante il dramma che mi ha travolto, trovo doveroso ringraziare quanti mi hanno aiutato. Dedico un ringraziamento…

Pubblicato da DANIELE MONDELLO su Mercoledì 19 agosto 2020

Forse non tutte, ma almeno alcune delle risposte a questi interrogativi si potranno avere soltanto dopo le analisi del medico legale, che potrà stabilire se il bambino sia stato attaccato e trascinato dagli animali ancora vivo, o già deceduto.

Fonti: Il Giornale, Daniele Mondello Facebook

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