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Il piccolo Evan, 21 mesi, ucciso di botte. La nonna ha provato a salvarlo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:29
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Proseguono le indagini della procura di Siracusa per chiarire le cause della morte del piccolo Evan. Intanto il papà del bambino, rientrato in Sicilia, attacca la ex moglie e il nuovo compagno.

 

Letizia Spatola e Salvatore Blanco sono indagati per lesioni, maltrattamenti in famiglia e omicidio in concorso. Questo è quanto trapela dalla Procura di Siracusa, che sta portando avanti la indagini a carico della donna, madre del piccolo Evan, e del suo attuale compagno.  La drammatica vicenda è cominciata due giorni fa: Letizia chiama il 118 per chiedere che il figlioletto, di appena 21 mesi, venga soccorso, ma per Evan non c’è niente da fare. A nulla sono servite le manovre di rianimazione tentate dai sanitari nel tragitto verso l’ospedale. Ma a destare sospetti sono stati i segni che il bambino portava sul corpo. Lividi che – spiega  La Stampa – hanno spinto gli investigatori ad affermare che il bambino sarebbe stato vittima di brutali percosse. Ma né la madre, 23 anni, né il compagno Salvatore, trentaduenne, sono stati in grado di fare chiarezza durante gli interrogatori.

Intanto Stefano Lo Piccolo, il papà di Evan, ha fatto ritorno a Rosolini per partecipare ai funerali, e ha attaccato duramente la ex moglie. Secondo lui, i maltrattamenti sul bimbo non sarebbero una novità, tanto che già nei mesi scorsi, insieme alla nonna paterna, aveva presentato ai servizi sociali un esposto contro ignoti per lesioni ai danni del figlio. Troppo spesso la nonna aveva trovato lividi sul corpo del bambino, e troppo poco convincenti erano state le spiegazioni della madre Letizia e del suo compagno Salvatore. L’esposto – riporta  Il Corriere della Sera – era stato presentato a luglio e i servizi sociali avevano preso in carico il caso proprio in questi ultimi giorni. Ora Stefano promette battaglia: “Sto andando a vedere come hanno ridotto mio figlio”, ha dichiarato nel corso di un’intervista a La Stampa. “Sono confuso e non ho voglia di parlare con nessuno. Lo hanno ammazzato, non sono riuscito a difenderlo perché ero lontano per lavoro. Ma pagheranno tutto“.

 

 

Fonte: La Stampa, Il Corriere della Sera