Viviana Parisi, ecco perché è scappata: “Aveva paura le portassero via il bambino”

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Secondo Claudio Mondello, avvocato e cugino del marito di Viviana Parisi, la donna temeva che il figlio le potesse essere sottratto per via dei suoi disturbi psichici.

La vita di Viviana Parisi è piena di punti oscuri. Mentre continuano, purtroppo senza esito sperato, le ricerche del piccolo Gioele Mondello – figlio della donna – si continua a scavare nel passato della madre, scomparsa il 3 agosto scorso e ritrovata qualche giorno dopo cadavere nei boschi di Caronia. Il volto irriconoscibile, forse è stata sbranata dai cani, dicono gli inquirenti. Ma le ipotesi sono tante: incidente, omicidio, suicidio. Al momento l’unica cosa certa è che Viviana è deceduta in seguito ad una caduta dall’alto. Ma non si sa ancora se si sia gettata, oppure se qualcuno l’ha spinta. Non si sa neanche dove stava andando, Viviana, quella mattina e i dubbi si rafforzano quando non si sa dove sia il piccolo Gioele, 4 anni. Era uscito con lei, quel giorno. Le videocamere di sorveglianza lo riprendono in auto con la madre, ma solo fino ad un certo punto. Non si sa ancora se, al momento del piccolo incidente contro il camion, il bimbo fosse insieme alla madre. Ipotesi su ipotesi si accavallano in un mistero che sembra essere ancora troppo lontano dalla soluzione.

Intanto, riferisce Adnkronos, si scava ancora attorno alla zona in cui è stato ritrovato il corpo senza vita della donna. Sul posto, la Polizia scientifica e i vigili del fuoco stanno scavando per trovare tracce di Gioele, tanto che avrebbero anche svuotato un abbeveratoio per animali nei pressi del traliccio, con una pompa a immersione. Eppure, fino a questo momento non è stato trovato nulla. Secondo l’ultima ipotesi investigativa, si indaga su una possibile aggressione del bambino e della donna da parte di due cani, forse Rottweiler, che sarebbero stati visti nella zona. A confermarlo, dei morsi di animale evidenziati dall’autopsia, ma per ora ancora nessuna certezza.

“Forse Viviana dopo avere scavalcato il guardrail è stata sorpresa dai cani che avrebbero aggredito il bambino, che gridava per la paura”, ipotizza un investigatore. Secondo questa pista, Viviana avrebbe provato a difendere il figlio ed è stata azzannata a una gamba. Ma il chissà è d’obbligo, sono solo ipotesi al vaglio degli inquirenti. Un’ipotesi, questa, che non convince tra l’altro neanche i familiari della donna. E ancora, fa chiarezza Elvira Ventura, il medico legale che ha eseguito l’autopsia -i morsi potrebbero essere compatibili anche con “un’azione congiunta della decomposizione e di piccoli animaletti“. Daniele Mondello, in un’intervista a Il Corriere, è convinto che Viviana non avrebbe mai ucciso suo figlio, e mai l’avrebbe seppellito nel caso in cui fosse morto nell’incidente. Della stessa ipotesi l’avvocato della famiglia, Claudio Mondello. “Avrebbe chiesto aiuto, si sarebbe messa a urlare perché la salute del bambino aveva la precedenza su tutto. Non l’avrebbe portato via”, spiega l’avvocato. “Lei era morbosamente legata a Gioele. Non mi convince l’ipotesi della morte nell’incidente”, ha dichiarato all’Adnkronos. Risulta poi difficile credere che un bambino di 4 anni, che ha un corpo molto elastico, possa morire in un incidente del genere, banale e di lieve entità. Inoltre, il legale ha dichiarato che la donna temeva che i servizi sociali potessero toglierle il bambino a causa dei suoi problemi psicologici. Viviana era stata due-tre volte in ospedale per depressione e soffriva di disturbi psichici. Per il legale l’incidente avrebbe provocato nella 43enne uno stato confusionale dovuto a profonde paure nei confronti del figlio di 4 anni. Per questo motivo il marito, subito dopo la scomparsa, avrebbe mandato quel video in cui invitava la donna a tornare a casa, affermando che “non le sarebbe successo nulla”. 

Appello a Viviana ♥️🙏Ti aspettiamo tornate a casa

Pubblicato da DANIELE MONDELLO su Mercoledì 5 agosto 2020

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