La morte di Giovanni Iannelli costa 1 milione e 500 mila euro, così ha detto la sua famiglia

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Aveva 22 anni Giovanni Iannelli, il ciclista di Prato che perse la vita in un incidente nel 2019. Per la famiglia la colpa è degli organizzatori della gara.

Giovanni Iannelli 13/08/2020

E’ stata fissata per il 17 novembre la prima udienza legata al caso di Giovanni Iannelli, 22enne di Prato che perse la vita il 5 ottobre dello scorso anno, durante una gara in bici presso Molino dei Torti. A comunicarlo è stato Renato Di Rocco, presidente della Federazione Italiana del Ciclismo – riporta Il Tirreno – che ha anche riferito le intenzioni della famiglia del giovane di portare in tribunale la società organizzatrice dell’evento, i direttori della corsa, il presidente della giuria, il Comitato FCI del Piemonte ed il Comune di Molino Torti. In totale, il risarcimento richiesto dalla famiglia di Giovanni Iannelli ammonta a circa 1 milione e 490mila euro. Il padre, Carlo Iannelli, è un ex ciclista oltre che un avvocato ed è convinto che la tragica dipartita del figlio sia stata causata dalle scarse misure di sicurezza adottate da chi ha organizzato l’evento.

Giovanni Iannelli competeva per il team Hato Green Tea Beer, una scuderia della sua città natale – ricorda La Gazzetta dello Sport: durante una fase concitata della gara aveva perso il controllo della sua bicicletta, venendo sbalzato dal mezzo. Aveva dunque picchiato la testa contro una colonna di mattoni sprofondando in un coma da cui non si è mai più svegliato. Da subito, fioccarono le polemiche riguardo le grosse lacune nella gestione dell’evento. In particolare, secondo un altro ciclista – Vincenzo Nibali, professionista dal 2005 – la mancanza di transenne durante gli eventi sportivi come quello in cui ha perso la vita il 22enne di Prato è un problema che affligge da sempre il ciclismo: “Mettete queste ca…o di transenne! Proteggete gli atleti perchè a pagare le conseguenze di uno sbaglio non siano loro, le loro famiglie ed il pubblico” – si sfoga sul suo profilo Facebook  ricordando anche un episodio analogo che lo ha visto protagonista, fortunatamente senza gravi conseguenze: “La storia di Iannelli mi ha colpito perchè è successo anche a me un episodio simile: anni fa, durante un Tour de France, mi successe un incidente analogo e mi procurai una frattura” – riferisce La Repubblica. Secondo le ricostruzioni effettuate dopo l’incidente, la colonna di mattoni che ha causato la morte di Iannelli, oltre a non essere debitamente segnalata, non era nemmeno transennata. Se la pista fosse stata correttamente delimitata in quel punto, forse il ragazzo non avrebbe battuto la testa in modo così violento e si sarebbe salvato.

Paradossalmente la storia di Giovanni mi lega ad una sottile linea … Nel mio caso meno grave, quando qualche anno fa,…

Pubblicato da Vincenzo Nibali su Martedì 14 luglio 2020

In attesa dell’udienza, Carlo Iannelli ha chiesto che la maglia bianca che verrà conferita al miglior ciclista esordiente quest’annno sia dedicata al figlio, donatore di organi: “Ho appreso che quest’anno la maglia bianca è sponsorizzata dall’associazione italiana donatori di organi. E’ un’iniziativa lodevole, mi piacerebbe fosse dedicata a mio figlio per tenerne vivo il ricordo”, ha scritto l’uomo in un post condiviso dallo stesso Nibali.

Fonte: La Gazzetta dello sport, Il Tirreno,  Repubblica,  Vincenzo Nibali Facebook

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