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Nessun ricovero per l’aborto farmacologico, il Governo Conte ha deciso

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:06
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Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha presentato le nuove linee guida sull’aborto farmacologico. Da ora in poi si potrà interrompere la gravidanza con un semplice day hospital

 

Il Ministro della Salute Roberto Speranza è stato molto chiaro nel presentare le nuove linee guida che regolano la procedura per l’aborto farmacologico nel nostro Paese. Le donne che sceglieranno d’interrompere la gravidanza per mezzo della pillola  Ru486 potranno contare su una procedura molto più rapida e meno invasiva: il tutto si svolgerà attraverso un semplice day hospital, preceduto da una consulenza con specialisti per assicurarsi che non ci siano problemi fisici e che la donna sia pienamente consapevole della sua scelta. Le precedenti normative riguardanti l’aborto farmacologico – in vigore da circa dieci anni – prevedevano un ricovero di almeno tre giorni  e lasciavano ampio margine decisionale alle Regioni. Forse anche per questa ragione in Italia la percentuale di aborti praticati con i farmaci è molto più bassa che nel resto di Europa:  appena il 20% contro il 90% di alcuni Paesi Ue.

La decisione del ministro Speranza è arrivata dopo una consultazione con il Consiglio superiore della sanità e  rappresenta di fatto una risposta molto forte alle proteste dell’Opposizione . Secondo i medici interpellati dal ministro  le nuove linee guida sull’aborto farmacologico sono perfettamente in linea con la legge 194 che regola le interruzioni di gravidanza: “Il Consiglio superiore di Sanità è stato molto chiaro in merito: esperti di ginecologia e ostetricia concordano sul fatto che le nuove direttive sono conformi alla legge in vigore e che l’interruzione di gravidanza è un diritto inalienabile”.  Parole molto importanti in un Paese dove il 70% dei medici in grado di praticare l’aborto si dichiarano obiettori di coscienza.

A giugno il governatore dell’Umbria aveva vietato gli aborti farmacologici in day hospital avvalendosi di alcuni punti della legge in attesa di aggiornamento – ricorda Il Fatto Quotidiano. Questa decisione aveva scatenato un’ondata di proteste che ha  contribuito alla decisione del ministro Speranza di rivedere le linee guida. I ginecologi favorevoli alla pratica si dicono soddisfatti per la decisione del Governo: “Pratico l’aborto con day hospital da anni. Non ero io ad essere fuorilegge, era lo stato a non rispettare un diritto delle donne”, le parole del dottor Silvio Viale, specializzato in ginecologia presso l’Ospedale Sant’Anna di Torino – riferisce La Repubblica. Il ginecologo, come altri suoi colleghi, auspica che in futuro l’interruzione di gravidanza – che non avviene soltanto per le gravidanze indesiderate ma anche per gravi problemi di salute – diventi una pratica normale alla pari di tutte le altre procedure mediche: “Ero sicuro che la misura del governatore dell’Umbria sarebbe stata un clamoroso autogol. Dobbiamo ringraziare l’opposizione altrimenti Speranza non avrebbe mai avuto occasione di rivedere la legge 194” – ha concluso il medico.

Fonte:  Repubblica, Il Fatto Quotidiano

 

 

La Repubblica, Il Fatto Quotidiano