Ribellione dei migranti a Udine, Protezione Civile nel caos

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Il responsabile della Protezione civile di Grado, Giuliano Felluga, ha proposto soluzioni decisamente estreme per  i migranti che si sono ribellati alla quarantena.

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano che i casi attualmente positivi sono 12.482, +8 rispetto a ieri. Nelle ultime ventiquattro ore 5 morti che portano il totale a  35.171. Il numero complessivo dei guariti sale a 200.766 con un incremento di 177 persone. I pazienti ricoverati tornano a salire: 761, + 27 rispetto a ieri. nelle terapie intensive 41 assistiti, stesso numero di ieri. Me ben dieci regioni non hanno malati nelle rianimazioni. Ad oggi, in Italia, il totale delle persone che ha contratto il virus è 248.419, +190 rispetto a ieri.

Forni crematori e squadroni della morte: la soluzione della protezione civile contro i migranti

Matteo Salvini non siede più al Viminale, non può più “dettare legge” in fatto di immigrazione. Eppure, da giorni, sentiamo toni decisamente forti sulla questione. Il primo a uscire con la proposta di mettere fuori uso i barconi è stato il grillino Luigi Di Maio che presiede il dicastero degli esteri. Seguito a ruota dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte il quale, durante una visita a Cerignola, ha annunciato una linea dura e inflessibile sui rimpatri. E ora anche la Protezione civile si lancia in proposte che alcuni sono soliti attribuire alle Destre estreme: “Stiamo organizzando gli squadroni della morte, tempo due giorni e tutto tornerà alla normalità”. Queste le parole scioccanti di Giuliano Felluga, responsabile della protezione civile di Grado. A Udine – spiega la Repubblica – presso l’ex caserma Caversazani,  400 immigrati hanno innescato una specie di rivolta per protestare contro la quarantena che tutti coloro che sbarcano in Italia devono effettuare a titolo cautelare. Nella caserma poi è stato necessario prolungare il periodo di quarantena in seguito alla  scoperta di 3 casi positivi. Costretti dall’emergenza a restare isolati fino al 16 agosto, i migranti hanno fatto esplodere il caos all’interno della struttura. Gli stranieri sono arrivati addirittura a lanciare pietre contro la polizia che è intervenuta e hanno appiccato roghi. Al ché Felluga, sulla sua pagina Facebook, si è lasciato andare ad esternazioni decisamente forti: “Quattro taniche di benzina e si accende il forno crematorio, così non rompono più. A Grado ci sono persone che metterebbero la firma per avere il cibo che i migranti buttano via. Ma noi sappiamo solo assistere gli stranieri mentre i nostri non li aiutiamo”. 

Dopo tali frasi, la Cgil regionale ha chiesto al sindaco di Grado e alle autorità di prendere provvedimenti in quanto Felluga – oltre a lavorare per la Protezione civile – è anche un dipendente comunale, impiegato come manutentore presso una casa di riposo.

Samanta Airoldi

Fonte: Repubblica, Giuliano Felluga Facebook, Ministero della Salute

 

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