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Alice e Daisy, quando l’indignazione della stampa dipende solo dal colore della pelle

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03
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Ci sono diverse analogie tra le aggressioni ad Alice Tarquini e Daisy Osakue, ma una diversa interpretazione, e risalto, dato dai grandi media. 

Alice perde un occhio dopo l'aggressione di un uomo straniero senza fissa dimora, Zangrillo (Fdi):"Non leggerete la notizia sui media" - Leggilo.org

La notizia dell’aggressione alla giovane Alice Tarquini, 32enne di Roma non ha avuto – al netto della violenza dell’uomo – la risonanza mediatica che ci si aspettava, e che meritava. La giovane la sera di lunedì 6 luglio, mentre rincasava a bordo della sua auto all’incrocio tra la Casilina e Via della Primavera a Roma, è stata colpita da un grosso sasso. “Non mi sono resa conto di essere stata colpita da un sasso ma il mio viso è diventato improvvisamente una maschera di sangue”, ha raccontato Alice sul letto d’ospedale. Ha visto sul marciapiede la sagoma di un uomo che sbraitava e urlava agli automobilisti ma non ha avuto il tempo di capire cosa stesse accadendo. Dopo il colpo ha perso il controllo della vettura, che ha impattato contro il marciapiede opposto a quello dell’uomo che l’ha colpita.

Come spiega Il Giornale, gli agenti del locale commissariato hanno arrestato Balbir Cumar, 42enne di nazionalità indiana, già noto alle forze dell’ordine, che non ha una dimora, nè un lavoro ed è sul territorio italiano senza permesso di soggiorno. Un episodio, dunque, passato quasi in sordina e di cui tv e giornali si sono occupati davvero poco. Eppure la violenza ricorda l’aggressione subita, il 29 luglio del 2018, dalla giovane Daysi Osakue. La 24enne pesista italiana, venne colpita all’occhio da un uovo lanciato da un auto in corsa a Moncalieri, in provincia di Torino. La giovane riportò un abrasione della cornea, mentre l’episodio venne bollato come matrice razzista. Alcuni giorni dopo i Carabinieri titolari delle indagini scoprirono e fermarono tre giovani ritenuti responsabili dell’aggressione, grazie anche al ritrovamento del Fiat Doblò utilizzato quel giorno di cui era proprietario l’ex consigliere comunale e candidato a Sindaco di Vinovo Roberto De Pascali del Partito Democratico. Suo figlio, infatti, rientrava nel gruppo degli aggressori e la narrazione della vicenda subì un brusco cambiamento, derubricata a “ragazzata”.

Ma mentre di Daysi se ne parlò, e giustamente, tanto, poche notizie sono arrivate al grande pubblico sull’aggressione subita da Alice Tarquini. Lo stesso pensiero è stato formulato sui social da Stefano Zangrillo, membro del coordinamento regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, che ha dato una sua personale motivazione ai due differenti trattamenti. Spiega il collega di partito di Giorgia Meloni: “Ne avete sentito parlare in TV, lo avete letto su ‘Repubblica’ e su tutti i giornali di regime? No”. E continua: “Non avete sentito e letto niente e non sentirete e leggerete niente perché l’ipocrisia madre del pensiero unico è la peggior forma di razzismo degli antirazzisti”. Per Zangrillo, dunque, la notizia – e la sostanziale differenza di eco voluto dai media – risiede proprio nella cittadinanza dell’aggressore o della vittima e non nell’aggressione in sè.

Intere settimane, intere trasmissioni, aperture dei Tg nazionali, prime pagine dei giornali per giorni e giorni a…

Pubblicato da Stefano Zangrillo su Martedì 7 luglio 2020

 

 

Fonte: Il Giornale, Stefano Zangrillo pagina ufficiale Facebook

Il Giornale, Stefano Zangrillo pagina ufficiale Facebook