Coronavirus, il virologo Andrea Crisanti dice che non dobbiamo smettere di preoccuparci

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I due virologi Andrea Crisanti e Alberto Zangrillo si sono scontrati in un dibattito televisivo. Distantissime le loro posizioni sul Coronavirus.

I dati del Ministero della Salute in merito alla situazione di oggi ci informano in Italia altre 7 persone nelle ultime 24 ore sono morte per conseguenze derivate dal Coronavirus con il totale dei decessi che è arrivato 34.861. Ieri il dato era di 21 vittime. Sono aumentati di tre unità i ricoverati in terapia intensiva, di 5 unità i pazienti ricoverati con sintomi e di 13 le persone in isolamento domiciliare. Con 164 guariti o dimessi in più sono 14.642 le persone attualmente positive in Italia, con un aumento di 21 unità. I casi in Italia dall’inizio dell’emergenza sono ora 241.611 – con 192 casi  in più rispetto a ieri. Sono 34.861 morti e 192.108 guariti o dimessi, di cui 164 nelle ultime ventiquattro ore. Il numero di attualmente positivi nel nostro Paese è di 14.642 persone, ieri era di 14.621, un aumento di 21 unità.

​Sono 74 i malati in terapia intensiva, 3 in più rispetto a ieri. I ricoverati con sintomi sono 945, 5 in più, e le persone in isolamento domiciliare sono 13.623 con un aumento di 13 unità rispetto a ieri.

I tamponi effettuati fino ad oggi sono 5.638.288, di cui 37.462 nell’ultimo giorno. Il numero di persone realmente sottoposte al test sono 3.398.239.

Scontro tra virologi: Crisanti contro Zangrillo

Allarmismo eccessivo o eccessiva euforia? Così potremmo definire il dibattito televisivo – piuttosto acceso – tra i virologi Andrea Crisanti, a capo della taskforce della Regione Veneto e Alberto Zangrillo, primario della terapia intensiva del San Raffaele di Milano. Il Veneto di Luca Zaia, sotto la guida del virologo Crisanti, ha gestito bene l’emergenza Covid. Ma anche ora che i casi positivi continuano a scendere e molti reparti di  terapie intensive chiudono, il virologo resta su una posizione di difensiva che – ad alcuni – potrebbe apparire eccessiva. Crisanti, nei giorni scorsi, si era lasciato andare a previsioni pessimiste dichiarando che potremmo avere una situazione autunnale simile a quella dei mattatoi tedeschi e aveva lasciato intendere che non è da escludere un secondo lockdown. Di tutt’altro avviso il professor Zangrillo che, già settimane fa, aveva dichiarato che , sotto il profilo clinico, il Coronavirus non esiste più. Durante la trasmissione Cartabianca su Rai 3 – spiega Open – i due scienziati hanno duellato in un dibattito dove non si sono risparmiate frecciatine. Crisanti ha accusato Zangrillo di indurre ad atteggiamenti irresponsabili: “Penso che questo senso di euforia induca necessariamente ad abbassare la guardia. Non vorrei che il professor Zangrillo, tra due o tre mesi, si pentisse di aver indotto ad atteggiamenti meno coerenti con il pericolo che abbiamo passato”.

Il primario del San Raffaele non si è certo risparmiato e ha replicato accusando il collega del Veneto di creare allarmismo: “Io ho solamente detto la verità. Poi se da domani volete richiudere tutta l’Italia fatelo pure”. Di recente il professor Zangrillo – riferisce Adnkronos – ospite a Mezz’ora in più,  ha spiegato che i nuovi focolai di Covid sorti nelle ultime settimane in Italia per lui non sono gravi, anzi – a suo dire – non hanno alcun significato. “Non è per essere faciloni, il virus c’è ma è andato incontro, attraverso il fenomeno dell’omoplasia, ad una perdita della carica rilevata in laboratorio a cui corrisponde una mancanza di malattia”. Lo scienziato si era soffermato su un altro aspetto: l’emergenza economica. Infatti – ha specificato – mentre le terapie intensive chiudono, solo un terzo dell’Italia è veramente ripartita. E se non si riparte – ha puntualizzato Zangrillo – corriamo il rischio di morire, non di Covid però.

Fonte: Open, Adnkronos, Ministero della Salute

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