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Cani torturati per avere carne più morbida da mangiare, Rita Dalla Chiesa contro la Cina

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:49
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La giornalista Rita Dalla Chiesa attacca il popolo cinese per il festival di Yulin dove si mangia la carne di cane.

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La giornalista Rita Dalla Chiesa non ha mai fatto mistero della sua passione per gli animali e per la natura e ha usato spesso i social per diffondere notizie ed iniziative legate all’ambientalismo. Tuttavia, le sue ultime dichiarazioni, pubblicate proprio in un post su Twitter, non sono piaciute molto ai suoi follower e hanno scatenato una polemica virtual. La giornalista ha augurato l’estinzione del popolo cinese a cagione del loro festival di Yulin durante il quale si consuma carne di cane. E, monostante i commenti di biasimo dei sui stessi followers, l’ex conduttrice di Forum – riferisce Adnkronos –  si è rifiutata di ritrattare: “Vero che ci sono attivisti anche in Cina che combattono contro questa pratica ma è inaccettabile. Dovremmo andare a protestare sotto l’ambasciata cinese. Una società civile dovrebbe fermare queste manifestazioni”. Di fronte alla reazione indignata del popolo dei social media, Rita Dalla Chiesa ha chiarito le sue dichiarazioni – riferisce TGcom24: “Ovviamente si tratta di una provocazione, legata al fatto che è successo quello che è successo proprio per colpa loro…”

E, contro il festival di Yulin, si sono fatti sentire  anche moltissimi altri attivisti, preoccupati non sono soltanto per gli animali che verranno ma anche per il  rischio che manifestazioni come questa diffondano malattie letali per l’uomo. L’ex ministro forzista Michela Vittoria Brambilla, oggi rappresentante italiana della World Dog Alliance, ha dichiarato: “La cosa più triste è che la dura lezione impartita dal virus non è stata accolta. I wet market sono luoghi con condizioni sanitarie improponibili”.

Nonostante la Cina continui a puntare il dito verso l’Europa accusandola di aver portato il virus a Pechino, sono numerosi gli scienziati ancora convinti che la diffusione del Covid-19 sia stata facilitata dai cosiddetti “wet market”.  Questi mercati, secondo gli esperti, sono tutti potenziali focolai  dove malattie che infestano gli animali possono facilmente passare all’uomo. Riguardo la questione morale, invece, associazioni animaliste come Genlin – riferisce Il Corriere della Sera – attaccano i festival della carne come quelli di Yulin a causa delle inutili sofferenze a cui vengono sottoposti gli animali da macellare: “A Yulin i cani vengono spesso torturati prima di essere uccisi perché la carne risulta più morbida se l’animale produce adrenalina. In più, quando gli organizzatori non riescono a trovare abbastanza animali, li portano via alle famiglie, illegalmente”.

 

Fonte: Adnkronos, TGcom24,  Corriere della Sera, Rita Dalla Chiesa Twitter

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