Mancata zona rossa: le indagini sul Premier Conte passano ad un fedelissimo di Palamara

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Le indagini sulla mancata zona rossa in Val Seriana passano dal pm Maria Cristina Rota al procuratore Angelo Antonio Chiappani, molto legato al magistrato Luca Palamara.

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Eravamo rimasti fermi a venerdì scorso quando il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte – poco prima di essere ascoltato dalla pm Maria Cristina Rota sulla questione della mancata zona rossa in Val Seriana – si era detto tranquillo. Il Premier appariva quasi incurante di rischiare l’ergastolo, pena massima prevista per il reato di epidemia colposa. E la tranquillità di Conte aveva trovato conferma nell’atteggiamento del pm Rota che, dopo l’audizione, all’uscita da Palazzo Chigi – rispondendo ai cronisti – quasi non ricordava di aver asserito  poco tempo prima  che la responsabilità della zona rossa era ascrivibile al Governo.

Ma ecco che le carte in tavola cambiano. O meglio: cambiano i giocatori. Infatti – spiega La Verità – Rota esce di scena per lasciare il posto al procuratore Angelo Antonio Chiappani il quale  sembra essere molto legato a Luca Palamara e che quando scoppiò il “caso Palamara“, espresse immediatamente la sua solidarietà al magistrato. Addirittura in  una chat comune scrisse  “Jus sputtanandi” e fu lo stesso Palamara ad intervenire per chiedergli di abbassare i toni. Non solo: Chiappani pare comparire nelle famose chat di Palamara e avrebbe incontrato di persona il magistrato mentre era sotto intercettazione. L’occasione dell’incontro  riguardava una partita di calcio tenutasi a Lecco dove una rappresentativa dei magistrati sfidava la rappresentativa degli attori. Palamara, nelle scorse settimane, ha parlato di diversi magistrati che gli devono dei favori. Al momento non si sa ancora se anche Chiappani rientri nella cerchia.

Palamara, invece – spiega Il Giornale – non doveva probabilmente godere della fiducia di Maria Cristina Rota la cui nomina arrivò dopo un lungo braccio di ferro tra correnti interne al Csm e portò alla spaccatura tra Area e Unicost. Le due correnti per mesi viaggiarono a braccetto sulle nomine. Ma su Rota non ci fu nulla da fare: i progressisti di Area sostennero fino alla fine la sua nomina; mentre Unicost, la corrente di Palamara, cercò fino all’ultimo di sbarrarle la strada.

Fonte: La Verità, Il Giornale

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