“Ora rimuovi la statua di Indro Montanelli”, chiedono gli antifascisti a Beppe Sala

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L’anno scorso le femministe di “Non una di meno” l’avevano imbrattata con la vernice rosa durante il corteo dell’8 marzo. Ora sono i “Sentinelli di Milano”, un gruppo antifascista, a fare appello al Sindaco Beppe Sala di rimuovere la statua dedicata a Indro Montanelli. 

idro montanelli - Leggilo

Il movimento Black Lives Matter – partito dal Regno Unito dopo l’uccisione di George Floyd, nel Minneapolis – sta prendendo piede anche in Italia. Mercoledì 10 giugno, informa Udine Today, in piazza XX Settembre a Udine si sono radunati in 400 per esprimere solidarietà per la morte dell’afroamericano Floyd. Migranti di seconda generazione, figli di uomini e donne arrivati nel nostro paese anche 30 anni fa, quindi nati in Italia, si sono radunati nelle strade con l’obiettivo di dare la loro voce alla lotta al razzismo e per sensibilizzare le persone su diverse tematiche come lo Ius soli, il caporalato, l’islamofobia e i white privilege. “Ci stiamo ispirando ai movimenti afroamericani, ma l’idea di far nascere questo gruppo è frutto di ciò che abbiamo vissuto finora sulla nostra pelle“, dice una dei manifestanti. Mama, 20 anni, nata in Italia e studentessa di Scienze internazionali e diplomatiche a Pisa, è una delle anime del movimento dei rivoltanti, insieme a Samuel, originario della Nigeria, e Abdou, senegalese.

Le proteste, intanto, prendono piede anche in altre parti in Italia. Come informa Repubblica, migliaia di persone, nella mattinata del 7 giugno, sono scese in piazza del Popolo per manifestare. Erano in tremila a seguire la scia della protesta che sta infiammando gli Stati Uniti in nome di George Floyd. I manifestanti hanno sfilato con cartelli scritti a mano in ricordo dell’afroamericano, insistendo sul tema dello Ius Soli e dei diritti per i migranti. Presenti anche gli attivisti del FridaysForFuture e le Sardine. Per 8 minuti e 46 secondi, tempo in cui l’afroamericano è rimasto schiacciato dalle ginocchia del poliziotto che l’ha così soffocato, tutti i manifestanti si sono inginocchiati a terra col pugno alzato. In piazza anche gli studenti delle scuole superiori romane e del Lazio.

George Floyd è diventato in queste ore il simbolo del razzismo sistemico contro i neri che ancora persiste negli Usa e in altri Paesi. A finire nel mirino dei rivoltanti, sono anche le statue di personaggi accusati di razzismo, prese di mira in America e nel Regno Unito. Anche in Italia potrebbe accadere lo stesso. La statua di Indro Montanelli, già imbrattata lo scorso 8 marzo durante la manifestazione per la Giornata internazionale della donna, potrebbe essere rimossa. Come informa RaiNews, a Milano sarebbe stata richiesta la rimozione della scultura. “Fino alla fine dei suoi giorni Montanelli ha rivendicato con orgoglio il fatto di aver comprato e sposato una bambina eritrea di dodici anni perché gli facesse da schiava sessuale“, affermano “I Sentinelli di Milano”, organizzazione antifascista. Ci sarebbe anche la volontà di rimuovere l’intitolazione dei giardini dedicati al giornalista. Alla richiesta, indirizzata al Sindaco Giuseppe Sala e al Consiglio comunale di Milano, ha aderito anche l’Associazione di promozione sociale (Arci). “Nella Milano Medaglia d’oro della Resistenza questa è un’offesa alla città e ai suoi valori democratici”, si legge in un passaggio della lettera. In attesa del giudizio del Primo cittadino, la proposta ha incontrato il secco rifiuto di alcuni esponenti di destra. Qualche consenso c’è invece stato tra i consiglieri del PD, ma il capogruppo del partito, Filippo Barberis, ha spiegato di essere “molto lontano culturalmente da questi tentativi di moralizzazione della storia e della memoria che trovo sbagliati e pericolosi.”

Fonte: Rainews, Agi, Fanpage

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