George Floyd, le proteste colpiscono anche i cioccolatini: ritirati quelli con il nome razzista

0
2

L’ondata antirazzista e rivoluzionaria scatenata dall’uccisione di George Floyd ha avuto effetti anche sui cioccolatini Moretti, ritirati dal mercato.

george floyd moretti - Leggilo

L’uccisione di George Floyd da parte di Derek Chauvin, agente di polizia che l’ha ucciso soffocandolo con il ginocchio sul collo per circa 9 minuti, a Minneapolis lo scorso 25 maggio, ha dato via ad un’ondata di proteste rivoluzionarie dal carattere antirazzista. A farne le spese non sono solo le statue, distrutte dai rivoltanti; ma anche i film e alcuni beni di produzione industriale. Dopo “Via col vento”, messo al bando dalla Hbo Max, anche i cioccolatini Moretti pagano le spese. Come informa Agi, la catena di supermercati svizzera Migros ha deciso di ritirare i dolcetti dai propri punti vendita in seguito all’attuale dibattito in corso scaturito dalle proteste nate negli Stati Uniti contro il razzismo dopo l’uccisione dell’afroamericano Floyd. “Abbiamo deciso di togliere il prodotto dal nostro assortimento. Ci è chiaro che anche la nostra decisione creerà discussioni”, ha spiegato la stessa Migros. Non è la prima volta che le “teste di moro” fanno discutere. Già in passato con una petizione era stato chiesto un nuovo nome per i moretti, ma il produttore è sempre rimasto fedele alla denominazione storica e pare non sia intenzionato neppure questa volta a fare un passo indietro. Sembra che la decisione della Migros per il momento riguarderebbe solo questa azienda, l’unica che ancora chiama il dolce col nome originale.

Intanto, riporta Fanpage, emergono nuovi dettagli tra i rapporti che intrattenevano Floyd e l’agente di polizia responsabile della sua morte. In un’intervista rilasciata a Cbs, David Pinney, un uomo ha dichiarato di aver lavorato con i due nella discoteca El Nuevo Rodeo Club di Minneapolis, incendiato durante le proteste. Il poliziotto e il 46enne afroamericano si conoscevano “piuttosto bene“, ma tra di loro ci sarebbero stati già attriti a causa dell’aggressività di Derek nei confronti di alcuni clienti nel club. L’uomo ha così confermato le dichiarazioni dei familiari dell’afroamericano ucciso, convinti che la morte sia stata in parte una questione personale oltre che razziale. La proprietaria del locale, Maya Santamaria, interpellata da Cbs, ha dichiarato che Chauvin era “spaventato e intimidito” dalle persone di colore. Nel frattempo, a meno di due giorni dai funerali di George Floyd e mentre in tutto il mondo monta la protesta contro il razzismo, Thomas Lane, uno degli agenti accusati di favoreggiamento e di aver contribuito alla morte dell’afroamericano, è stato rilasciato dietro pagamento di una cauzione di un milione di dollari.

 

Fonte: Agi, Fanpage

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui