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Morte di George Floyd, dopo le statue distrutte viene messo al bando “Via col vento”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:14
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Via col vento è un film razzista ed Hbo Max lo cancella dal catalogo. Questa, una delle conseguenze dell’uccisione dell’afroamericano George Floyd a Minneapolis da parte di un poliziotto bianco, e dopo le immense manifestazioni di piazza antirazziste svoltesi in mezzo mondo.

statua goerge floyd - Leggilo

L’uccisione dell’afroamericano George Floyd ha innescato una scia di proteste, in America e nel Regno Unito, che stanno mettendo a ferro e fuoco piazze e strade. A fare le spese di quest’ondata rivoluzionaria, non sono solo le statue ma anche i film. “Via col vento”, icona del cinema, è stato ritirato dalla piattaforma HBO Max. Come informa Ansa, il film è stato accusato di essere razzista, in quanto la storia d’amore di Rossella O’Hara e Rhett Butler, ambientata negli anni della Guerra Civile, “presenta alcuni pregiudizi etnici e razziali che sfortunatamente sono stati comuni nella società americana”, ha spiegato un portavoce del servizio in streaming. “Abbiamo pensato che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle descrizioni sarebbe stato irresponsabile”, ha proseguito. La pellicola è considerata un classico del cinema americano, ma non è la sola produzione travolta dalle proteste. Dopo 33 stagioni, Paramount Network ha cancellato a tempo indeterminato il popolare reality “Cops”. Lo show, che accompagnava vere volanti di pattuglia in varie città americane, aveva dato della polizia un ritratto positivo, agli antipodi con le brutalità emerse negli ultimi giorni.

A fare pressione su Hbo, per rimuovere il film, è stata la pressione di Twelve Years, sceneggiatore di “12 anni schiavo”. “E’ un film che glorifica il Sud ante bellum. E’ un film che, quando non ignora gli orrori della schiavitù, si ferma a perpetuare i più dolorosi stereotipi sulla gente di colore”, aveva invece scritto il regista Ridley Scott sul Los Angeles Times. “Via col vento” resta uno dei film campioni di incassi di tutti i tempi, nel 1998 messo al sesto posto nella classifica dei più grandi film di tutti i tempi dell’American Film Institute. All’epoca, il “Daily Worker”, l’organo del Partito Comunista americano, lo definì una “insidiosa glorificazione del mercato degli schiavi”. Con il tempo una diversa prospettiva ha contribuito a una progressiva emarginazione. Ancora, nel 2017, un cinema di Memphis che lo proiettava da 34 anni lo ha ritirato dalla programmazione dopo le proteste di clienti.

La cancellazione, informa Il Fatto quotidiano, è però temporanea e ne è previsto il reinserimento in catalogo al più presto. Prima, però, verrà creato una sorta di tutorial dove verrà proposta “una discussione del suo contesto storico e una denuncia di quelle descrizioni”. Hbo Max ha rassicurato che non verranno effettuati tagli o censure perché sarebbe “come se quei pregiudizi non fossero mai esistiti”.

Fonte: Ansa, Il Fatto Quotidiano

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