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Twitter censura i post di Trump: e le prossime elezioni potrebbero essere giocate dai social

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:47
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Una volta la stampa aveva orizzonti diversi. C’era la carta stampata, ma i problemi di censura non erano più semplici rispetto a quelli di oggi. Anzi, i social network sembrano aver reso più evidente il problema, specie quando a giocare la partita sono gli esponenti politici. Questa volta, gli attori protagonisti sono il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Twitter. Ma Facebook non resta a guardare. 

trump twitter - Leggilo

Scontro tra Twitter, uno dei social network site più importanti e utilizzato dagli esponenti politici del mondo, e il Presidente americano Donald Trump. Il social, infatti, ha censurato un tweet del referente della Casa Bianca, in quanto avrebbe violato gli standard del social e esaltato la violenza. Il presidente, parlando dei disordini per l’uccisione dell’afroamericano George Floyd, aveva scritto: “Non posso star qui a guardare quel che succede in una grande città americana, Minneapolis. Una totale mancanza di leadership. O il debolissimo sindaco di estrema sinistra Jacob Frey si dà una mossa, o manderò la Guardia nazionale per fare il lavoro che serve“. Il tweet, riportato sull’Ansa, è rimasto visibile.

“Questi TEPPISTI stanno disonorando il ricordo di Goerge Floyd, e io non permetterò che accada”, si leggeva ancora in un successivo tweet del Presidente americano. Ma la parte incriminata dal social network, che l’ha poi nascosta, sarebbe questa: “Se ci sono difficoltà, assumeremo il controllo, ma quando parte il saccheggio, si inizia a sparare. Grazie!”. Twitter ha poi replicato accusando il post di essere una chiara esaltazione alla violenza; tuttavia, il tweet non è stato rimosso in quanto “è nell’interesse pubblico che resti accessibile”. La censura, tuttavia, è avvenuta dopo che due tweet del presidente erano stati segnalati come contenuti aventi bisogno di “fact-checkin” di Twitter nell’ultima settimana, scatenando l’ira di Trump.

Per questo motivo, riporta Fanpage, l’inquilino della Casa Bianca avrebbe firmato un ordine esecutivo per modificare un pilastro legislativo della libertà di espressione online, accusando il social in questione di censurare i contenuti di stampo conservatore. Non è rimasto a guardare Facebook, che però ha assunto posizioni decisamente più concilianti nei confronti delle posizioni del Presidente, arrivando a criticare indirettamente Twitter per il suo operato degli ultimi mesi. In particolare, la decisione del social di iniziare ad apporre delle notifiche sotto ai tweet controversi o basati su fake news – in seguito alla crisi Covid-19 e per evitare la diffusione di inutili notizie –  ha infuriato il Presidente Americano. Le nuove linee guida, infatti, si applicano indistintamente, toccando anche i tweet del Presidente americano.

Secondo Trump, i social penalizzerebbero da anni la libera espressione dei punti di vista del suo partito. Facebook, tirata in causa nella querelle, si è detta in parziale disaccordo con Twitter. Mark Zuckerberg, in un intervento su Fox News, ha chiarito che sulla questione i due social network agiscono in modo differente. “Facebook non dovrebbe essere l’arbitro della verità in merito a tutto ciò che la gente dice online”, ha proseguito il fondatore del social, chiamandosi fuori dalla faccenda. A sua volta, Twitter ha ribadito di “non essersi mai voluta erigere ad arbitro della verità”, ma di avere come priorità la correzione di informazioni inaccurate. Non a caso, l’intenzione alla base delle nuove policy adottate è “unire i puntini di dichiarazioni in conflitto tra loro, e dare un quadro completo delle informazioni in discussione, di modo che le persone possano farsi un’opinione da sole“. Anche Facebook, comunque, si è mossa contro la disinformazione durante l’emergenza sanitaria; ma il rischio all’orizzonte è che i social possano giocare un ruolo di primo ordine in occasione delle elezioni americane. Non è un segreto, comunque, che l’influenza giocata dai social network si riversi negli esiti elettorali. Così come non è un segreto che il business pubblicitario miliardario, di messaggistica istantanea e di una criptovaluta sia obiettivo dei dei legislatori statunitensi ormai da anni.

Le paure di Joe Biden

Joe Biden, candidato dem alla prossime presidenziali, teme infatti che Donald Trump “cercherà di rubare le elezioni” e che si rifiuti di lasciare la Casa Bianca dopo la sconfitta. Biden si dice assolutamente convinto che i militari lo scorterebbero fuori con grande sollecitudine, afferma al “The Daily Show with Trevor Noah”. Le sue parole, riportate su Il Fatto Quotidiano, esprimono la sua preoccupazione nel garantire un processo elettorale equo. Il timore, condiviso da molti democratici, è che il presidente cerchi di interferire con le prossime elezioni. Due mesi fa Biden aveva detto che Trump avrebbe cercato di “un modo di rinviare le elezioni, trovando un motivo per non farle svolgere”.

Fonte: Ansa, Fanpage, Il Fatto Quotidiano

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