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Bambino ridotto ad un fantoccio viola pieno di lividi, Tony spiega perchè lo prese a bastonate

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:37
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Tony Essobti è imputato, con lʼex compagna Valetina Casa, nel processo sullʼ omicidio di Giuseppe, il bimbo ucciso a Cardito a causa di maltrattamenti. Oggi nuove intercettazioni fanno luce su quanto accaduto in quelle ore nell’abitazione in cui conviveva la famiglia. 

tony essobti cardito - Leggilo

Si ricorderà di Tony Essobti Bedr, il ventiquattrenne che più di un anno fa ha picchiato a morte il piccolo Giuseppe, figlio di appena 7 anni di Valentina Casa, la sua compagna con cui conviveva a Cardito, un paesino vicino Napoli. Il bimbo ridotto a “un fantoccio viola di lividi” era stato trovato morto sul divano, mentre la sua sorellina di 8 era sopravvissuta alle botte. “Stavano giocando e hanno rotto la sponda del lettino. Lo avevamo comprato, e avevamo fatto dei sacrifici per acquistarlo”, aveva raccontato agli inquirenti Badre, fin da subito tra i primi sospettati dagli inquirenti, ricorda Ansa. L’uomo aveva aggiunto di aver usato calci e pugni. Fondamentale, per la ricostruzione dell’accaduto, le parole di Noemy, la piccola sopravvissuta alle botte. Arrivata in ospedale Santobono di Napoli, piena di lividi e contusioni, aveva descritto Tony come “un uomo violento che beve la birra“, per testimoniare un’abitudine che ripeteva spesso. L’uomo era un ambulante e uno scippatore, che in passato aveva commesso piccoli reati. L’agghiacciante testimonianza della bimba, comunque, non lasciava margini di dubbio sulla sua responsabilità. Secondo le ricostruzioni, il tutto sarebbe accaduto tra le 15 e le 16 di domenica 27 gennaio. Gli agenti del commissariato di Afragola, allertati dai vicini di casa della coppia, sono entrati nell’appartamento e hanno visto il corpo del bimbo sul divano, già senza vita, e la bimba piena di segni. L’uomo si era già allontanato dall’appartamento. Una volta fermato, avrebbe dichiarato agli agenti che i piccoli sarebbero caduti per le scale.

Le cose, però, sono andate diversamente e lo testimoniano le intercettazioni che vengono alla luce oggi. “Io non so cosa mi ha preso quel giorno, ma l’ho riempito di mazzate, ho preso una mazza e non ho capito più nulla”: questo, informa TGCom24, il contenuto di una conversazione registrata durante un colloquio in carcere con alcuni suoi parenti. Oggi, nell’aula 219 del Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli, davanti la terza Corte di Assise si è celebrata l’udienza con Essobti e Casa videocollegati dalle carceri dove sono detenuti.

A scatenare l’ira di Tony, quella domenica pomeriggio, sarebbero state le attenzioni che la sua compagna riversava ai suoi figli, togliendole in qualche modo a lui. La coppia viveva insieme a casa di lei, con i due figli, Giuseppe e Noemy, avuti dalla precedente relazione di Valentina, e con una bambina di 4 anni, figlia biologica dei due.

Non meno sconcertante il comportamento di Valentina Casa. Da pare sua nessuna visita in ospedale alla figlia, nessuna lacrima durante i funerali. Nessun cenno che facesse trasparire la disperazione per quel bambino che aveva visto morire senza intervenire, lasciandolo agonizzare sul divano. Dopo l’omicidio la donna aveva abbandonato la casa di Cardito, ricorda FanPage, ed era tornata a Sorrento. Ma, disse il giudice nell’ordinanza del suo arresto, la tragedia non le aveva impedito di organizzava serate nei locali della costiera Sorrentina, aspettava con ansia che i cinema mettessero in programmazione un film coi suoi attori preferiti. La donna tentò di ottenere la revoca della sospensione della potestà genitoriale e di riavere le figlie, accertando di intraprendere un psicoterapia sostenuta dai servizi sociali del territorio ma, sottolineò il giudice, solo per  intorbidire le acque, depistare le indagini e, forse, condizionare le figlie per far modificare le loro dichiarazioni e ottenere una pena più lieve per il suo Tony.

Intanto, la prossima udienza è stata fissata dal presidente della terza Corte di Assise di Napoli per il 23 giugno.

 

Fonte: Tgcom24, Ansa